Il giovane svedese indossa un caschetto protettivo fin dall'età di 16 anni, dopo aver battuto la testa contro un palo.
Per quanto riguarda un Monza generoso ma sfortunato nelle due prime gare del campionato di A (0 punti, frutto delle sconfitte con Inter e Udinese) una delle questioni più urgenti riguarda la porta. Semuel Pizzignacco è stato ceduto alla Carrarese, ma anche Demba Thiam non ha convinto nella successiva gara con l’Udinese: grossolano il suo errore in occasione del 2-1 dei friulani. Per questo motivo il Monza si sta muovendo con decisione.
Il profilo maggiormente seguito è quello di Noel Törnqvist del Como. Il 24enne svedese rappresenterebbe però una soluzione con poca esperienza nel massimo campionato italiano. Anche per questo sarebbero ripresi i contatti con il Milan per Pietro Terracciano. A 36 anni e con nove stagioni consecutive disputate in Serie A, l’ex Fiorentina garantirebbe maggiore esperienza e affidabilità al reparto.
Sul fronte Pizzignacco, il club brianzolo ha comunicato ufficialmente il trasferimento del portiere classe 2001 alla Carrarese a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2027, con contestuale rinnovo del contratto con il Monza fino al 30 giugno 2029. In Brianza dall’estate 2024, Pizzignacco ha collezionato 10 presenze in Serie A con i biancorossi, l’ultima delle quali nella sconfitta per 4-1 contro l’Inter alla prima giornata.
Törnqvist, dal canto suo, è un profilo ben noto agli addetti ai lavori svedesi. Acquistato dal Como nel 2025, è stato ceduto in prestito al Mjällby, contribuendo alla conquista del campionato. I lariani stanno ora valutando una nuova cessione temporanea e il Monza si è inserito con decisione nella corsa. Curiosità: il giovane portiere indossa un caschetto protettivo fin dall’età di 16 anni, dopo aver battuto la testa contro un palo. Una scelta ispirata al suo idolo Petr Čech e dettata anche dal desiderio di tranquillizzare la madre.
Si è invece definitivamente raffreddata la pista che portava a Jacob Zetterström, il portiere svedese classe 1998 del Derby County, visto recentemente tra i pali della nazionale scandinava ai Mondiali: un obiettivo ormai considerato troppo difficile da raggiungere.
La necessità di intervenire in porta era stata sottolineata con forza dallo stesso tecnico Ivan Juric già al termine della sconfitta con l’Inter: “La squadra deve essere completata nelle varie posizioni del campo. Mi aspetto tantissimo dal mercato, se vogliamo immaginare che ci vogliamo salvare dobbiamo intervenire in ogni reparto”. Parole che suonano ancora più urgenti dopo il ko interno contro l’Udinese, in cui Juric ha commentato amaramente: “Il nostro primo tempo è stato perfetto, purtroppo sui gol ci siamo fatti male da soli. Nel secondo non abbiamo fatto bene per un quarto d’ora ma poi l’abbiamo riaperta, dobbiamo essere più cattivi”.