Corsa contro il tempo per il club biancoceleste, alla disperata ricerca di una prima punta per la nuova stagione.
Bamba Dieng non sarà un nuovo giocatore della Lazio: dopo l’arrivo a Roma e la prima parte delle visite mediche, non si sono create le condizioni per proseguire l’operazione, a causa di un problema al ginocchio che lo aveva già condizionato nelle sue esperienze passate. Il club biancoceleste ha dunque deciso di fermarsi, chiudendo definitivamente la trattativa con il calciatore, svincolato dopo la scadenza dell’accordo con il Lorient, che avrebbe dovuto consegnare a Gattuso il nuovo centravanti.
A pochi giorni dall’inizio del campionato, quindi, la Lazio non ha ancora una prima punta di peso: anche l’altra ipotesi, quella legata a Mauro Icardi, si è raffreddata nelle ultime ore vista la distanza fra le richieste dell’argentino (e del suo entourage) e la società biancoceleste: l’ex capitano dell’Inter continua a prendere tempo, sperando in un progetto con maggiore visibilità internazionale, mentre la Lazio non può permettersi di restare ferma.
Per questo la società ha iniziato a muoversi su altre soluzioni. La prima, già studiata diverse settimane fa, porta ad Andrea Pinamonti: la Lazio è pronta a riavviare i contatti con il Sassuolo e con il procuratore del giocatore, ma tra prestito oneroso e cifra per il riscatto a fine stagione, le richieste dei neroverdi rendono l’operazione tutt’altro che agevole.
La seconda ipotesi porta a Sebastiano Esposito, in uscita dal Cagliari, che però non convincerebbe del tutto il tecnico Gattuso: l’attaccante classe 2002 non è una prima punta di ruolo, mentre all’allenatore calabrese serve un uomo d’area, anche alla luce delle difficoltà mostrate nel precampionato e nel flop in Coppa Italia contro il Mantova.
C’è anche una terza opzione, legata al mercato internazionale, che porta ad Armando Gonzalez, 23 anni, centravanti del Chivas di Guadalajara. Secondo quanto riportato da ‘All Futbol MX’, l’Olympiacos sarebbe favorito per portarlo in Europa ma la Lazio potrebbe inserirsi in extremis nella trattativa, “dirottando” idealmente verso Roma l’aereo che porterà la “Hormiga” (“Formica”, com’è soprannominato in patria) nel Vecchio Continente.