La decisione di Fabio Grosso a ridosso della partita con la Roma è più di un indizio: alla finestra, come negli ultimi giorni, c'è il Como.
Il futuro di Moise Kean resta uno dei temi più caldi di questa fase del mercato estivo, e la scelta di fabio Grosso, allenatore della Fiorentina, a ridosso del calcio d’inizio della prima di campionato in casa della Roma sembra più di un indizio. L’attaccante è stato tenuto fuori dall’undici titolare, con Mateo Pellegrino al suo posto: alla finestra c’è il Como, che da tempo è in trattativa con il club gigliato per portarlo sulle rive del Lario e affrontare con lui la prossima Champions League.
Le rassicurazioni arrivate in conferenza stampa, con lo stesso Grosso che aveva parlato di un Kean “motivato per la partita dell’Olimpico” si sono dissolte in poche ore. Il giocatore potrebbe partire nei prossimi giorni e la sensazione è che lo staff tecnico ne abbia già preso atto. Tra l’altro, l’addio di Kean porterebbe il direttore sportivo viola Fabio Paratici a dover trovare un altro attaccante: un compito tutt’altro che semplice, soprattutto a mercato avanzato e con budget limitati.
Classe 2000, esploso nemmeno maggiorenne alla Juventus, Moise Kean ha giocato nella prima squadra bianconera per poi vestire le maglie di Hellas Verona, Everton, PSG, ancora Juventus e, dal 2024, Fiorentina. Con i gigliati ha disputato, fino alla scorsa stagione, 78 partite complessive fra campionato, Coppa Italia e Conference League, con 35 reti all’attivo.
Kean veste inoltre, dal 2018, la maglia della Nazionale: l’esordio risale al 20 novembre di quell’anno, in un’amichevole contro gli Stati Uniti, mentre il primo gol è arrivato alla presenza successiva, nel 2-0 contro la Finlandia del 23 marzo 2019, in una gara valida per le qualificazioni a Euro 2020. Assente nella vittoriosa rassegna continentale del 2021, ha ritrovato da fine 2023 la maglia azzurra, arrivando a 26 presenze totali con 13 reti, l’ultima delle quali, purtroppo inutile, realizzata a Zenica contro la Bosnia nello spareggio mondiale di marzo perso ai rigori.