Dopo qualche mese da svincolato, è arrivata la scelta definitiva che pone fine a una carriera vissuta anche in Italia
Mauricio Isla ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. L’esterno cileno a 38 anni ha detto basta dopo l’ultima avventura in patria, al Colo Colo, club che aveva salutato lo scorso inverno. Dopo qualche mese da svincolato, è arrivata la scelta definitiva che pone fine a una carriera vissuta anche in Italia.
A portarlo nel nostro Paese era stata l’Udinese di Pasquale Marino e Francesco Guidolin, prima del trasferimento alla Juventus con cui, per due volte, si è laureato campione d’Italia, sotto la guida di Antonio Conte. Da non dimenticare anche la parentesi con il Cagliari nell’annata 2016/17, l’ultima vissuta in serie A.
Il club friulano ha reso omaggio al proprio ex giocatore con un saluto sui suoi canali ufficiali: “Una carriera straordinaria, passata anche da Udine. Mauricio Isla saluta il calcio giocato dopo 19 anni da professionista. Cinque stagioni e tante emozioni vissute insieme in bianconero. In bocca al lupo, Huaso”.
Concluso il mercato estivo, la Juventus sta intanto ora pianificando alcuni rinnovi. In particolare, occhi puntati su Kalulu, Conceicao e Nico Gonzalez, tutti e tre elementi chiave secondo le idee del tecnico Spalletti. Il primo ha conquistato ambiente e tifosi. Ha un contratto garantito sino al giugno del 2029. L’idea è prolungarlo di uno o due anni, magari aumentando l’ingaggio, attualmente fisso a 2,5 milioni di euro.
Conceicao è legato alla Vecchia Signora sino al 2030 ma ci sarebbe il desiderio di continuare insieme anche per più tempo. Nico Gonzalez (scadenza attuale accordo con i bianconeri nel 2029) si è guadagnato la fiducia di Spalletti e ora potrebbe legarsi alla Juventus più a lungo.
Operazioni per dare continuità al progetto ma anche per far respirare, a livello economico, la Juventus. Più anni di contratto significano anche poter spalmare meglio nel tempo gli investimenti e, visti i paletti UEFA, meglio non andare incontro a situazioni spiacevoli che potrebbero minare la salute del club. Insomma, da un lato c’è la voglia di tenere, il più a lungo possibile, i propri giocatori migliori, dall’altra il gestire le finanze della società nel miglior modo possibile.