Inter, partenza col poker: il Monza dura solo un tempo

Articolo di Mauro Corno

A pochi minuti dal calcio d’inizio, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta ha voluto fare chiarezza sul futuro di Lautaro Martinez

Regge soltanto un tempo il Monza al Meazza con l’Inter. I campioni d’Italia si impongono per 4-1 sui neopromossi brianzoli.

Nerazzurri subito avanti con un missile di Calhanoglu ma prima dell’intervallo pareggia Varela. Si riparte e Pizzignacco respinge maldestramente una conclusione: Zielinski ringrazia e fa 2-1. Poi arrivano le reti di Pio Esposito (spettacolare colpo di tacco) e Bisseck: finisce 4-1.

A pochi minuti dal calcio d’inizio, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta ha voluto fare chiarezza sul futuro di Lautaro Martinez, finito negli ultimi giorni al centro delle indiscrezioni di mercato che lo vorrebbero nel mirino del Barcellona: “Lautaro è il nostro capitano e rappresenta la storia attuale dell’Inter. Ciò che posso esplicitare è che non ci sono le condizioni perché lui lasci l’Inter. Non se ne deve neanche parlare”.

Il presidente nerazzurro ha poi lasciato aperta la porta a un possibile intervento sul mercato per rinforzare ulteriormente l’attacco, pur sottolineando la qualità dell’organico a disposizione di Cristian Chivu: “Prendere un altro attaccante? Siamo attenti a cogliere opportunità, coordinandoci con un confronto con l’allenatore e grazie alla disponibilità della proprietà. In questi anni abbiamo profuso altri investimenti. Se ci fosse la possibilità di investire ancora, lo faremo, anche se questa rosa è altamente competitiva così com’è”, ha spiegato.

Marotta si è soffermato anche sul rinnovamento della squadra e sulle scelte compiute durante l’ultima sessione di mercato, con particolare riferimento ai giocatori inglesi arrivati in nerazzurro: “Abbiamo costruito questa squadra alcuni anni fa, con l’obiettivo di farla durare nel tempo e per questo non abbiamo mai cambiato tanto. Quest’anno ci siamo dovuti confrontare con l’anagrafe di alcuni giocatori ai quali abbiamo rinunciato a malincuore. Abbiamo preso giocatori con circa 30 titoli conquistati, questo dà rilevanza ai nostri obiettivi. Oltre alla parte tecnica c’è anche questo aspetto che è importante nel calcio moderno”.

Da oltre vent’anni Editor-in-Chief di Sportal.it si è laureato in Scienze Politiche alla Statale di Milano con una tesi su Georges Simenon. Ha scritto due libri su calciatori e allenatori italiani all’estero ("Ai confini dell’impero" e "Nuovi confini dell’Impero") e, nel 2026, "I social prima dei social". Da bimbo era certo che avrebbe giocato in serie A ma già in Seconda Categoria faticava.

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