"Ho il diritto di sbagliare e mi prendo le responsabilità, ma le minacce alla mia famiglia sono assurde"
Alessandro Bastoni alla vigilia della partita di Champions League contro il Bodo/Glimt è tornato a parlare di Inter-Juventus e dell’episodio che lo ha visto protagonista: “Ho voluto essere qui perché si è parlato molto più di quanto immaginassi. Ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo, per riflettere a caldo. Ho sentito un contatto al braccio, che rivedendo ho assolutamente accentuato”.
“Sono qui per prendermi le responsabilità e anche per l’atteggiamento successivo – ha continuato il difensore dell’Inter -. Sarò sempre lo stesso Bastoni, in più di 300 partite sono stato coinvolto in un episodio simile solo sabato. Ho imparato a gestire tutto, sarò il solito Bastoni”.
“L’essere umano deve avere il diritto di sbagliare ma anche il dovere di riconoscerlo – sono le parole del centrale nerazzurro -. Quindi sono qui per questo. Dal punto di vista personale la vicenda non mi ha segnato, sono esposto e abituato alla gogna mediatica come l’ha definita giustamente il presidente. Ma sono capace di gestire”.
Bastoni ha poi denunciato le minacce contro la sua famiglia: “Mi dispiace per mia moglie e mia figlia, si è ritrovata auguri di malattia o minacce di morte che non stanno né in cielo né in terra. Come mi dispiace per l’arbitro La Penna. Per persone meno abituate a stare così esposte. Mentalmente sto molto bene, è successa la stessa cosa a parti inverse quando è stato concesso rigore al Liverpool: non è stato fatto il mio processo a Wirtz… Chivu è stato coerente”.
Testa al campo: “Ora ho tanta voglia di scendere in campo. Non sono compromesso né dal punto di vista mentale né fisico. Il Bodo? Li abbiamo visti, al di là di sintetico e freddo credo siano una squadra forte, con gamba e qualità. Le condizioni saranno un’insidia, il City ci ha perso qui ma l’Atletico ci ha perso a Madrid… Sarà diverso rispetto ad Interello, ma non vogliamo alibi”.