Durante l’omelia, don Marco Mori ha ricordato Beccalossi con parole affettuose e cariche di ironia
Grande partecipazione alla Chiesa della Conversione di San Paolo a Brescia per i funerali di Evaristo Beccalossi, scomparso il 6 maggio all’età di 69 anni. Centinaia di persone hanno riempito la chiesa e il sagrato per rendere omaggio allo storico giocatore dell’Inter, salutato da applausi, striscioni e simboli delle squadre che hanno segnato la sua carriera.
Sul feretro erano adagiate la sciarpa dell’Inter e la maglia numero 10 nerazzurra, accanto a quella dell’Union Brescia, a richiamare le sue radici calcistiche. Nutrita la presenza del mondo del calcio. Per l’Inter erano presenti il vicepresidente Javier Zanetti, il direttore sportivo Piero Ausilio e l’attaccante Francesco Pio Esposito. Tra gli ex compagni di squadra di Beccalossi anche Giuseppe Bergomi, Ivano Bordon, Marco Branca, Vincenzo Muraro, Claudio Pasinato, Alessandro Scanziani e Giuseppe Baresi. Presenti anche Francesco Toldo e Marco Andreolli.
Durante l’omelia, don Marco Mori ha ricordato Beccalossi con parole affettuose e cariche di ironia: “A questo punto Evaristo uscirebbe a fumare una sigaretta. Era quello che noi bresciani chiamiamo un ‘brao gnaro’, uno di noi”. Il sacerdote ha poi aggiunto, da tifoso interista, l’auspicio che il ventunesimo scudetto nerazzurro possa essere dedicato a lui.
Assente Alessandro Altobelli, bloccato in Kuwait per motivi legati alla situazione geopolitica. A rappresentarlo il figlio Mattia, che ha letto un messaggio commosso: “Ciao Evaristo, compagno, complice, fratello, amico. Eravamo due facce della stessa medaglia. Poi l’ultimo dribbling che non mi aspettavo: hai scartato anche la vita, impedendole di toglierti la dignità”.