Sandro Sabatini chiede scusa a Napoli e chiarisce che cosa è successo

Articolo di Andrea Gussoni

Sandro Sabatini è intervenuto ai microfoni di Siamo Tutti Allenatori, in diretta su Radio Marte

Sandro Sabatini è intervenuto ai microfoni di Siamo Tutti Allenatori, in diretta su Radio Marte, per chiarire il senso delle sue parole sui festeggiamenti di Napoli e Milano, finite al centro delle polemiche. “Vi racconto attimo per attimo ciò che è successo. Verso l’1 di notte, l’inviata Mediaset, la Vanali, pronuncia queste parole ‘la piazza si sta svuotando perché a Milano lavorano ed in tanti sono andati a casa’. Io rispondo ‘eh no, a Piazza Plebiscito, l’anno scorso, hanno fatto veramente festa’. Poi la Bertini si sovrappone e dice ‘sì, ma sei troppo malizioso però’. Io dico a Clemente Russo ‘è vero che hanno festeggiato tanto a Napoli? Si son presi due giorni di festa pur di festeggiare’. Quando la Bertini mi dà del malizioso io stavo dicendo che i tifosi dell’Inter stavano facendo poca festa, non che ne avevano fatta troppa i tifosi del Napoli. Russo, che è napoletano, dice ‘sì, abbiamo festeggiato per 48 ore’”.

Sabatini ha quindi ribadito che il suo intento era sottolineare la differenza tra il clima visto a Milano e quello vissuto a Napoli, prendendo come esempio l’entusiasmo di Piazza del Plebiscito: “Le ferie si prendono a lavoro, i fannulloni non le prendono. Sono stato assalito sui social per una notizia che è stata presa al contrario, dovete dare il giusto peso alle espressioni. Quella da ammirare per l’esuberanza della festa è quella di Piazza Plebiscito e non quella di Piazza del Duomo. In certe situazioni, dare una smentita significa dare due volte la stessa notizia e non conviene. Io mi voglio far del male da solo, ho molta fiducia nei tifosi napoletani, anche in quelli che mi stanno offendendo. Non dico che mi devono chiedere scusa, ma io ho detto esattamente il contrario di ciò che è stato pubblicato da alcuni account”.

Il giornalista ha poi affrontato il tema delle scuse, riconoscendo che una comunicazione poco chiara può generare fraintendimenti. “In questo caso mi sto ponendo il problema di come mi sono posto perché se un giornalista non riesce a farsi capire deve giustamente chiedere scusa. Io chiedo scusa su una roba che è stata pubblicata al contrario, se volete chiedo scusa altrimenti in maniera molto semplice vi congedo con una battuta. Tanti anni fa, quando dovevo far festa io ero il primo a dire ‘guai a chi domani si presenta a lavoro’ (ride ndr.). Se potessi tornare indietro nel tempo? Col senno di poi sarei più incisivo nel far capire cosa intendevo dire. Chiedo scusa per come è stato travisato. Dico una cosa scomoda che spero venga accolta con naturalezza, quando la Bertini mi dà del malizioso lo fa perché io ho detto anche che gli interisti hanno fatto bene a festeggiarlo anche se c’è un’inchiesta in corso. Marotta ha detto che l’Inter è tranquillissima, mi sembrava proprio appropriato parlarne”.

Infine, Sabatini ha commentato anche le reazioni ricevute sui social, tornando a ribadire che il bersaglio della sua battuta non erano i tifosi del Napoli. “Mi dispiace, non tanto leggere i vari ‘munnezz’ o robe anche più gravi che tra l’altro invito a togliere dai vari social. A ripensarci adesso, quella battuta che ho fatto avrebbe dovuto offendere i tifosi dell’Inter, non quelli del Napoli. È come se gli avessi detto ‘ma come? anziché festeggiare ve ne tornate a casa?’. Pago il caffè ai napoletani? Vabbuò (ride ndr.). Mi piacerebbe offrire il caffè a tutti, prometto che faremo una puntata intera a contatto coi radioascoltatori”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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