Le nubi si addensano per la selezione di Teheran nonostante la vittoria nel test di preparazione
Continua la preparazione dell’Iran per i Mondiali 2026 in Canada, Stati Uniti e Messico anche se sulla squadra incombe l’ombra dei visti che ancora tardano ad arrivare dagli USA. La squadra di Ghalenoei è tornata in campo per la prima volta da marzo ed ha affrontato il Gambia in un test amichevole in Turchia, finito 3-1 per la selezione di Teheran.
Ad Antalya, l’Iran si è ritrovato in svantaggio per 1-0 all’intervallo contro il Gambia (gol di Omar Colley), ma nella ripresa ha ribaltato il risultato andando a segno tre volte in venti minuti con Aria Yousefi (47′), Ramin Rezaeian (59′) e Mehdi Taremi (68′).
Giovedì l’Iran giocherà un’altra amichevole contro il Mali prima di partire per Tijuana, in Messico, dove la nazionale avrà il suo campo base durante i Mondiali, spostato lì dall’Arizona dopo il rifiuto degli USA di ospitare il Team Melli. Nel frattempo, i giocatori iraniani sono ancora in attesa del visto per entrare negli Stati Uniti, dove dovranno giocare le tre partite del girone contro Nuova Zelanda, Belgio (entrambi i match a Los Angeles) e Egitto (a Seattle).
Il presidente della federazione iraniana Mehdi Taj ha alzato la voce, dichiarando di aspettarsi che Washington rilasci al più presto visti ad entrate multiple: “Gli Stati Uniti devono concedere visti a entrate multiple a tutti i giocatori, poiché dovranno lasciare e rientrare negli USA molte volte”. Parole a cui ha fatto eco l’ambasciatore iraniano in Messico, Abolfazl Pasandideh, che ha parlato apertamente di violazione dei principi di equità sportiva: “Quel Paese a nord non ha rispettato l’impegno di ospitare la nazionale iraniana e non sappiamo se manderanno o meno i visti. Non stiamo partecipando ai Mondiali in condizioni di parità perché non siamo riusciti ad allenare la nostra squadra come avremmo dovuto”.
Sullo sfondo di questa intricata vicenda diplomatica e sportiva resta in agguato il tema del ripescaggio dell’Italia. In base all’articolo 6.7 del regolamento FIFA – che prevede la possibilità di sostituire un’associazione ritirata o esclusa con un’altra federazione – gli Azzurri potrebbero essere candidati in caso di forfait iraniano. Le speranze sono in ogni caso sempre più flebili.