Ripescaggio Italia ai Mondiali, Ben Gvir getta benzina sul fuoco

Articolo di Nicola Lama

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano ha criticato duramente il cessate il fuoco in Libano promosso con la mediazione degli Stati Uniti.

Pochi giorni al via dei campionati del mondo di calcio che si giocheranno in Canada, Messico e Stati Uniti ma l’instabilità in Medio Oriente resta il problema più grande, con possibili conseguenze sul torneo: non si ha ancora la certezza che l’Iran sarà al via, ma c’è chi naturalmente pensa ad altro.

È il caso per esempio del ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, che ha criticato duramente il cessate il fuoco in Libano promosso con la mediazione degli Stati Uniti, definendolo una decisione sbagliata e potenzialmente dannosa per la sicurezza di Israele. “Hezbollah non ha lasciato l’area a sud del fiume Litani e l’esercito libanese non ha modo di imporne l’allontanamento”, ha scritto il ministro di estrema destra su X.

“Lo Stato libanese è un partner di Hezbollah. Ci sono ministri nel suo governo che rappresentano Hezbollah e familiari di membri di Hezbollah prestano servizio nell’esercito libanese”, ha continuato. “In pratica, Hezbollah diventerà solo più forte e, invece di sconfiggerlo, Israele accetta la sua esistenza”, ha aggiunto. “Ci sono momenti in cui bisogna dire ‘no’, anche al presidente degli Stati Uniti, e quando non lo facciamo, ci troveremo di fronte a Hezbollah la prossima volta, quando sarà più forte e più pericoloso”, ha concluso.

Sul fronte calcistico, intanto, le tensioni regionali continuano ad avere ripercussioni dirette sulla partecipazione dell’Iran al Mondiale. Nella notte i due Paesi hanno ripreso i bombardamenti, con Teheran che ha colpito alcune infrastrutture civili vicine alle basi statunitensi, tra cui un aeroporto in Kuwait. La UE ha condannato “con fermezza gli ultimi attacchi iraniani contro infrastrutture civili in Kuwait e Bahrain”, denunciando una “grave violazione del diritto internazionale umanitario” e “una minaccia alla stabilità della regione”.

Il ‘Team Melli’, che si sta allenando in Turchia, è atteso a Tijuana, in Messico, dove è stata allestita la nuova sede di allenamento dopo il rifiuto dell’amministrazione Trump di ospitare il ritiro in Arizona. La Federazione iraniana ha comunicato che i visti per l’ingresso in Messico sono stati ottenuti, ma restano ancora in sospeso quelli per gli Stati Uniti, indispensabili per disputare le tre partite del Gruppo G: il 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles, il 21 giugno contro il Belgio sempre a Los Angeles e il 26 giugno contro l’Egitto a Seattle. Il presidente della Federcalcio iraniana Mehdi Taj ha dichiarato di essere in contatto con la FIFA: “Io stesso oggi ho parlato due volte con la FIFA e la questione sta seguendo il suo corso. Ci hanno detto di aspettare, che stanno seguendo la questione”.

 

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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