Ripescaggio Italia ai Mondiali, avvertimento a Donald Trump: “Ingiustificabile”

Articolo di Aldo Seghedoni

A poco più di dieci giorni dall'inizio della competizione ci sono ancora dubbi riguardo la partecipazione della nazionale iraniana.

A poco più di dieci giorni dall’inizio della Coppa del Mondo ci sono ancora dubbi riguardo la partecipazione della nazionale iraniana a causa della situazione geopolitica e della tensione tra Washington e Teheran. Molto ruota intorno alla questione dei visti: gli USA non hanno ancora predisposto i documenti necessari per permettere a tutti i componenti della delegazione iraniana di entrare nel Paese.

Intervistato da Ettelaat Amir Abedini, ex presidente della Federazione calcistica iraniana, ha detto la sua riguardo la situazione: “Credo che i visti statunitensi verranno comunque concessi per la partecipazione al Mondiale e che non ci siano reali motivi di preoccupazione. Una volta ottenuti, i membri della squadra potranno spostarsi liberamente durante il torneo e rientrare senza difficoltà, anche perché il Messico è uno dei Paesi ospitanti”.

Abedini ha poi inviato un avvertimento a Donald Trump: “Nel nostro Paese il servizio militare obbligatorio può essere svolto in diverse strutture, tra cui l’esercito, la polizia, i Basij e i Pasdaran. Non si tratta di una scelta individuale, ma dell’applicazione della legge. Se qualcuno volesse utilizzare questo elemento come motivo per negare un visto, avrebbe certamente il potere di farlo ma non vi sarebbe alcuna logica, sarebbe ingiustificabile”.

“Ribadisco che non credo gli Stati Uniti adotterebbero una misura simile. Sono perfettamente consapevoli delle implicazioni politiche, sociali e culturali che una decisione del genere comporterebbe. Inoltre, pur essendo uno dei Paesi ospitanti, gli Stati Uniti non sono gli organizzatori del torneo: il ruolo centrale spetta alla FIFA.” ha concluso l’ex presidente della Federazione calcistica iraniana.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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