Non solo Cristiano Ronaldo. In Belgio esplode il caso Romelu Lukaku

Articolo di Flavio Brambilla

Il bomber sarebbe pronto a prendere una decisione clamorosa sul proprio futuro con i Diavoli Rossi.

Sette minuti in due partite e una delusione sempre più difficile da nascondere: Romelu Lukaku sarebbe pronto a prendere una decisione clamorosa sul proprio futuro con il Belgio. Intanto la squadra di Van Bommel cerca il riscatto questa sera a Liegi contro la Turchia, dopo il ko casalingo con la Francia arrivato dopo la comoda affermazione esterna a Roma con l’Italia di Roberto Mancini.

Il Belgio arriva infatti dalla sconfitta interna contro i transalpini, uno 0-1 di misura soltanto nel punteggio considerando quanto visto sul terreno di gioco. I Diavoli Rossi avranno l’occasione di rialzarsi alle 20.45 contro una Turchia ancora ferma a zero punti dopo le sconfitte con Francia e Italia e con una differenza reti di -4.

Kevin De Bruyne sarà ancora una volta il principale punto di riferimento della formazione belga, ma l’attenzione è inevitabilmente concentrata sulla situazione di Lukaku. Nelle prime due partite della gestione Van Bommel, l’attaccante ha infatti disputato appena sette minuti complessivi. Una scelta che avrebbe profondamente deluso Big Rom. In Belgio le indiscrezioni si fanno sempre più insistenti e si parla addirittura della possibilità che Lukaku possa decidere di chiudere la propria esperienza con la nazionale.

Del resto, il rapporto di Lukaku con la maglia del Belgio è diventato uno dei temi più caldi degli ultimi mesi, anche alla luce di quanto accaduto nella prima giornata di Nations League. Nella vittoria per 2-0 dell’Italia a Roma, fu proprio Big Rom a scatenare un piccolo caso diplomatico nel post-partita: dopo il triplice fischio, l’attaccante mimò con le dita il risultato del match a Gianluigi Donnarumma, provocando la reazione furiosa del portiere azzurro, che lo raggiunse fino a centrocampo. Ne nacque un parapiglia con parole pesanti e qualche spintone, tanto che l’arbitro Siebert fu costretto ad ammonire entrambi.

Sul piano del gioco, la vittoria belga in quella serata all’Olimpico fu costruita sfruttando due errori individuali degli azzurri: il gol del vantaggio al 21′ nacque da un pallone strappato a Romano da De Bruyne, con la successiva verticalizzazione per Godts, mentre il raddoppio di Lukebakio al 69′ approfittò di una leggerezza di Barella. Una prestazione che confermò tutta la qualità del collettivo di Van Bommel, con De Bruyne assoluto protagonista, ma nella quale Lukaku rimase ancora una volta ai margini.

Il malessere di Lukaku nei confronti della nazionale non sembra peraltro un fulmine a ciel sereno, considerando le dichiarazioni rilasciate dall’attaccante già in estate. Intervistato dalla televisione belga dopo il suo esordio con il Fenerbahce in Champions League contro il Lione, Big Rom aveva tracciato un orizzonte temporale preciso per la propria carriera: “Ho sempre detto che voglio continuare fino al 2030, anche con la Nazionale. Dopo, sarà ‘game over'”. Parole che suonavano come un impegno solenne, ma che oggi appaiono sempre più in contraddizione con una situazione di fatto insostenibile per un giocatore del suo calibro.

La serata di Liegi contro la Turchia rappresenta dunque un crocevia fondamentale non solo per le ambizioni del Belgio nel gruppo 2 di League A, ma anche per il futuro della sua stella più controversa. Van Bommel dovrà trovare le risposte giuste sul campo, e probabilmente anche fuori, per evitare che la questione Lukaku diventi una frattura insanabile all’interno dello spogliatoio dei Diavoli Rossi.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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