Ripescaggio Italia ai Mondiali: Fabio Caressa è drastico dopo l’ultima novità

Articolo di Martino Davidi

Il giornalista di Sky ha parlato del caso che sta infiammando e dividendo i tifosi italiani

La possibilità di un ripescaggio dell’Italia a Mondiali 2026 in Canada, Stati Uniti e Messico sta infiammando e dividendo i tifosi italiani, in buona parte contrari all’idea che gli Azzurri sostituiscano l’Iran. Il pressing dell’inviato di Donald Trump sulla FIFA non ha fatto che alimentare le voci in tutto il mondo: sull’argomento si è espresso anche il giornalista Sky Fabio Caressa.

Il telecronista dal suo canale Youtube è stato drastico: “Io credo che abbiano fatto bene i vertici del CONI, il ministro Abodi e tutti quelli che hanno parlato a dire che preferirebbero non essere ripescati. L’Iran fuori dal Mondiale vorrebbe dire che la guerra va avanti, che lo sport perde il suo significato di avvicinare i popoli anche nei momenti di difficoltà. È una cosa importante, molto più importante di un ripescaggio della Nazionale”.

“Io francamente trovo vergognosi alcuni video che ho visto di esultanza. Non si esulta. Si rispettano le regole – ha continuato Caressa, che ritiene comunque impossibile l’eventualità di un ripescaggio, almeno per il momento -. Detto questo, ritengo che la percentuale di venire ripescati, al momento, sia pari a zero”.

Secondo un sondaggio Izi condotto su 1.024 persone il 23 aprile, circa il 70% degli italiani è contrario a un eventuale ripescaggio al posto dell’Iran, contro un 30% favorevole. Nel dettaglio, il 40% degli intervistati ritiene che l’Italia non meriti la qualificazione e che sarebbe poco dignitoso partecipare in questo modo, mentre un ulteriore 30% vede l’eventuale esclusione dell’Iran come una scelta politica da non sostenere. Dati confermati anche dal sondaggio della Gazzetta dello Sport su oltre 27mila votanti, dove l’opzione contraria al ripescaggio ha stravinto con il 78,3% dei voti.

Nel frattempo, dall’Iran continuano ad arrivare segnali contraddittori. La Nazionale iraniana ha in programma un’amichevole di preparazione contro la Macedonia del Nord, da disputare in Turchia, dove la squadra è prevista in partenza il 20 maggio per l’ultimo stage prima del trasferimento negli Stati Uniti. Il ministro dello Sport iraniano Ahmad Donyamali ha ribadito che “se la sicurezza dei giocatori della nazionale negli Stati Uniti sarà garantita, partiremo per il Mondiale”, precisando che la decisione finale spetterà alle autorità governative insieme al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. L’Ambasciata iraniana in Italia, dal canto suo, ha risposto con fermezza alle voci di ripescaggio: “Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici. Il tentativo di escludere l’Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la ‘bancarotta morale’ degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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