Ripescaggio Italia ai Mondiali: respinto uno degli arbitri internazionali, caos alla frontiera

Articolo di Martino Davidi

Continuano i problemi a pochi giorni dal via della Coppa del mondo: per una volta i guai non riguardano l'Iran

Mancano tre giorni al via del Mondiale 2026 in Canada, Stati Uniti e Messico, e ancora si registrano incomprensioni diplomatiche e episodi clamorosi alla frontiera. L’ultimo per ordine di tempo per una volta non riguarda l’Iran: l’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, selezionato dalla FIFA per la fase finale del torneo, è stato respinto al suo arrivo negli Stati Uniti dalla polizia di frontiera.

Artan aveva ottenuto un visto per entrare nel Paese, ma è stato rimandato in Turchia, da dove era partito per gli Stati Uniti via Kenya. L’amministrazione Trump ha sospeso i visti per 75 Paesi, tra cui la Somalia, all’inizio di quest’anno. L’arbitro somalo è uno dei 52 direttori di gara scelti dalla FIFA, ed è considerato uno dei migliori arbitri africani. Nel 2025 era stato nominato miglior arbitro africano dell’anno e negli ultimi anni ha diretto diverse partite di alto profilo. Al momento non è chiaro se l’equivoco verrà chiarito e se ad Artan verrà concesso o meno l’ingresso.

Il caso dell’arbitro somalo non è del resto che l’ultimo capitolo di una serie di tensioni diplomatiche che stanno caratterizzando l’avvicinamento al torneo. La nazionale iraniana è riuscita solo nelle ultime ore ad ottenere i visti statunitensi necessari per partecipare alla competizione, dopo settimane di incertezza legate alla difficile situazione geopolitica tra Washington e Teheran. A farne le spese, però, non sono stati solo i calciatori: alcuni membri fondamentali della delegazione, tra cui il team manager, il direttore esecutivo, il fotografo e il responsabile della comunicazione, non hanno ancora ricevuto l’autorizzazione ad entrare negli Stati Uniti.

Sabato era stato fermato in aeroporto l’attaccante dell’Iraq Aymen Hussein. Il giocatore è stato trattenuto per ben sette ore in una stanza in aeroporto a Chicago dopo essere stato separato dai compagni, per essere sottoposto ad un interrogatorio. Hussein è stato infine autorizzato a entrare, ma il fotografo della squadra, Talal Salah, è stato invece respinto.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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