Ripescaggio Italia ai Mondiali, nuova richiesta ufficiale alla FIFA

Articolo di Aldo Seghedoni

Non a tutti i membri della delegazione iraniana è stato concesso il visto per entrare negli Stati Uniti.

Nei giorni scorsi le autorità statunitensi hanno emesso i visti per tutti i calciatori della nazionale iraniana che prenderanno parte alla Coppa del Mondo ma non è stato permesso l’ingresso negli USA ad alcuni membri della delegazione. Tra questi ci sono anche il team manager, il direttore esecutivo, il fotografo e il responsabile della comunicazione.

Intervenuto ai microfoni della tv ufficiale della FIFA, il capitano del Team Melli Ehsan Hajsafi si è rivolto direttamente all’organizzazione capeggiata da Gianni Infantino: “Finora i visti sono stati rilasciati ai giocatori e ad alcuni membri dello staff tecnico ma purtroppo non a diverse figure fondamentali dello staff tecnico e dirigenziale, persone il cui ruolo è estremamente importante per la squadra. Da qui rivolgo un appello alla FIFA affinché affronti questa situazione e contribuisca a risolverla nei prossimi giorni”.

“Sono felice che finalmente la nostra squadra sia arrivata in questa città. Grazie a Dio il gruppo sta bene e, dopo tutte le difficoltà che ci sono state create, alla fine noi calciatori abbiamo ottenuto i visti. Pur ringraziando chi ha contribuito a risolvere il problema, devo esprimere il mio disappunto nei confronti della FIFA per il forte ritardo con cui ci sono stati concessi”.

Sulle prospettive dell’Iran nel la competizione iridata, Hajsafi ha aggiunto: “Il calcio è imprevedibile ma negli ultimi mesi abbiamo attraversato un periodo difficilissimo. Nell’ultimo anno il nostro Paese ha affrontato due guerre e il popolo iraniano ha vissuto momenti molto complicati”.

“Anche i giocatori della Nazionale fanno parte di questo popolo ed era quindi naturale che la preparazione atletica e il lavoro di avvicinamento al torneo ne risentissero. Tuttavia, grazie alla programmazione dello staff tecnico, abbiamo svolto allenamenti eccellenti e una preparazione fisica di alto livello”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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