Le forse di sicurezza negli Stati Uniti hanno adottato misure di controllo molto strette
Mancano pochi giorni al via del Mondiale in Canada, Stati Uniti e Messico e si moltiplicano gli episodi che evidenziano le strettissime misure di sicurezza messe in atto dall’amministrazione Trump e dalla polizia americana nei riguardi degli stranieri in arrivo sul suolo statunitense. L’ultimo caso riguarda la nazionale dell’Uzbekistan.
I giocatori e lo staff tecnico della selezione asiatica, tra cui lo stesso commissario tecnico Fabio Cannavaro, sono stati rigidamente perquisiti appena scesi dal pullman che ha portato la squadra a New York per l’amichevole contro l’Olanda. Scesi dal mezzo Cannavaro e i suoi giocatori sono stati accolti da uno schieramento di agenti con tanto di metal detector e cani antidroga. I video della perquisizione sono diventati virali: gli uzbeki sono stati perquisiti e anche le valigie e le borse sono state visionate.
Pochi giorni fa anche il calciatore senegalese Pathé Ciss e l’attaccante dell’Iraq Hussein sono stati sottoposti a controlli rigidissimi e a interrogati per ore dalla polizia locale prima di essere rilasciati. Non è andata meglio all’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, selezionato dalla FIFA come uno dei 52 direttori di gara per la fase finale del torneo. Nonostante fosse in possesso di un visto regolare, Artan è stato respinto al suo arrivo negli Stati Uniti e rimandato in Turchia, da dove era partito via Kenya. L’amministrazione Trump aveva sospeso i visti per 75 Paesi all’inizio dell’anno, tra cui la Somalia. Il caso ha suscitato clamore considerando il profilo dell’arbitro: nel 2025 era stato nominato miglior arbitro africano dell’anno e negli ultimi anni aveva diretto diverse partite di alto profilo. Al momento resta incerto se l’equivoco verrà chiarito e se ad Artan verrà concesso l’ingresso.
Sullo sfondo di questa serie di tensioni diplomatiche si staglia anche la tormentata vicenda della nazionale iraniana, che solo nelle ultime ore ha ottenuto i visti statunitensi necessari per partecipare alla competizione, dopo settimane di incertezza legate alla difficile situazione geopolitica tra Washington e Teheran. Alcuni membri fondamentali della delegazione, tra cui il team manager, il direttore esecutivo, il fotografo e il responsabile della comunicazione, non hanno ancora ricevuto l’autorizzazione a entrare negli Stati Uniti.