Lo storico giornalista della Rai ha commentato le telecronache dell'ex giocatore e non solo
Lo storico giornalista della Rai Riccardo Cucchi in una intervista a fanpage.it ha commentato la copertura del Mondiale nordamericano da parte della tv pubblica, non risparmiando alcune bacchettate. “E’ mancata con poche eccezioni la critica necessaria e doverosa nei confronti del Mondiale americano. Credo che Marco Tardelli sia stato soprattutto l’unico ad avere il coraggio di dire alcune cose. Ha criticato Infantino, per esempio, quando ha ceduto alle pressioni americane e ha cancellato la squalifica a un calciatore degli Stati Uniti. È stato l’unico ad aver espresso con grande chiarezza il proprio disappunto”.
Per quanto riguarda il commentatore Rai Daniele Adani, spesso protagonista di un racconto sopra le righe e molto criticato sui social, Cucchi si è espresso così: “Mi mette un po’ in imbarazzo rispondere, perché io ho fatto quel mestiere per 40 anni e non mi sento, dopo nove anni dalla pensione, di salire in cattedra e criticare i colleghi. Ogni epoca ha i suoi narratori. Io ho vissuto una stagione in cui il racconto sportivo era quello di Ameri e Ciotti in radio, di Bruno Pizzul in televisione, prima ancora di Nando Martellini e Nicolò Carosio”.
“Ma non posso fare un confronto diretto tra epoche diverse, così come non farei mai un confronto tra Maradona e Messi. Sono due mondi diversi. Adani piace al pubblico di oggi? Se piace, significa che ha trovato il modo giusto di raccontare per questa epoca. Se non piace, forse dovrebbe fare un’autocritica”.
“Ad Adani rivolgerei soltanto due critiche, personali, legate al mio modo di vedere il racconto calcistico – ha continuato Cucchi -. La prima: non amo le urla. Mai. Vale per chiunque, radiocronisti o telecronisti. La seconda riguarda un rischio: quello di ergersi a insegnante di calcio. Io ho lavorato con Bruno Pizzul e Sandro Ciotti. Entrambi erano stati calciatori. Avrebbero potuto usare la loro conoscenza tecnica per mettersi a spiegare calcio dall’alto, ma non lo hanno mai fatto. Avevano capito che il loro ruolo non era quello di insegnare ai telespettatori o agli ascoltatori. Era quello di accompagnare le loro emozioni. Un commentatore non deve essere un docente di Coverciano”.
Cucchi non ha dubbi su chi sia stato il miglior volto Rai in questo Mondiale: “Stefano Bizzotto. Secondo me è il miglior telecronista della Rai. È quello che più di tutti ha saputo unire la vecchia Rai e la nuova Rai. Ha grande competenza, grande stile, grande conoscenza degli argomenti. Ha seguito calcio, Olimpiadi, tante discipline diverse, e non si è mai fatto trovare impreparato. La sua preparazione è qualcosa di straordinario: non lascia nulla al caso”.