Mondiali 2026, nuova bufera su Gianni Infantino: piovono critiche sui social

Articolo di Flavio Brambilla

Non è passata inosservata la presenza del numero uno della FIFA in quasi tutte le partite, alcune di esse giocate persino in contemporanea.

Nuova ondata di polemiche su Gianni Infantino. Il presidente della FIFA è finito nel mirino degli appassionati per la sua presenza costante in tribuna a quasi tutte le partite dei Mondiali 2026, comprese addirittura alcune disputate in contemporanea, come Ecuador-Germania e Curaçao-Costa d’Avorio del 25 giugno. Un dettaglio favorito dalla relativa vicinanza degli impianti che ospitavano le due gare (una a East Rutherford, l’altra a Philadelphia, distanti circa 150 chilometri), ma che sui social ha acceso la discussione.

I voli affrontati per riuscire ad essere in tribuna in più partite possibili sono, a detta dei contestatori di Infantino, in aperto contrasto con i messaggi di sostenibilità ambientale che la FIFA ha più volte ribadito negli ultimi anni. Su Facebook, X e Instagram le critiche sono durissime: c’è chi parla di “ipocrisia”, chi ironizza sui “teletrasporti presidenziali” e chi accusa la FIFA di predicare bene e razzolare male.

Questa, però, è solo l’ultima scintilla in un Mondiale già segnato da tensioni e contestazioni. Le polemiche sull’ampliamento a 48 squadre, la gestione mediatica dei possibili ripescaggi, il rapporto privilegiato con Donald Trump (percepito come molto più centrale rispetto ai leader degli altri Paesi ospitanti, Canada e Messico) e la conferma della presenza del presidente USA alla premiazione della finale hanno alimentato un clima di crescente contrasto.

A peggiorare la situazione c’è anche il discusso hydration break, introdotto come misura ufficiale per evitare problemi legati al caldo estivo ma accolto malissimo da giocatori, allenatori e tifosi. Ogni interruzione di metà tempo viene accompagnata da boati di disapprovazione provenienti spalti, con molti addetti ai lavori che considerano la pausa un elemento che spezza il ritmo delle partite e favorisce più la raccolta di ricavi pubblicitari che il gioco stesso.

Tra spostamenti contestati, scelte impopolari e un Mondiale che continua a generare frizioni, la figura di Infantino resta dunque al centro della tempesta. E, soprattutto sui social, la bufera non accenna a placarsi.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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