La regia italiana ha scelto di modificare le sigle di Portogallo e Repubblica Democratica del Congo, per evitare ironie e doppi sensi.
La prima partita del girone K del Mondiale, che ha visto il Portogallo di Cristiano Ronaldo pareggiare contro la sorprendente Repubblica Democratica del Congo, è stata accompagnata da una scelta curiosa da parte della produzione televisiva italiana. Una decisione preventiva, quasi obbligata, per evitare ironie e battute di dubbio gusto, anche se agli occhi degli appassionati sui social la decisione non è passata inosservata, scatenando ugualmente migliaia di commenti e battute ironiche.
La grafica del punteggio, infatti, riportava abbreviazioni per le due nazioneli non standard, rispetto ai classici codici ISO 3166-1 alpha-3 utilizzati in ambito internazionale (non solo nello sport ma anche, ad esempio, nei passaporti). Il Portogallo non era “Por” ma “Prt”, la Repubblica Democratica del Congo non era “Cod” ma “Cng”. Affiancate, infatti, le sigle standard avrebbero potuto generare imbarazzi, potendo essere associate a un’espressione blasfema, e dunque la regia di Dazn ha optato per la soluzione alternativa.
Non è la prima volta che le tv italiane intervengono per evitare sigle scomode. Succede da anni, ad esempio, con Cagliari‑Atalanta, dove le sigle di tre lettere di entrambe le squadre vengono regolarmente sostituite da alternative come “Ca” o “Cg” e “At” o “Atl”. Un piccolo accorgimento grafico diventato routine.
Nel caso di Portogallo‑Repubblica Democratica del Congo, la decisione è stata presa per prevenire meme, battute e doppi sensi che avrebbero potuto non solo creare imbarazzi, ma anche generare polemiche. Una scelta di immagine, più che tecnica, che conferma come la gestione delle grafiche televisive debba ormai tenere conto anche della sensibilità (e della velocità) dei social. Che comunque, come sempre, hanno comunque reagito in maniera immediata, senza risparmiare ironie.