Mondiali 2026, l’ultima di FIFA e Gianni Infantino divide i tifosi: è già polemica

Articolo di Nicola Lama

Le recenti dichiarazioni del massimo dirigente del calcio mondiale hanno creato un'altra grande spaccatura fra gli appassionati.

Poche volte come in questa edizione dei Mondiali si è parlato del ruolo della FIFA e delle decisioni del proprio presidente, che dal 2016 è lo svizzero di origine italiana Gianni Infantino. Dalle vere o presunte interferenze politiche alla gestione degli arbitraggi, passando per decisioni controverse come quella di dividere in due periodi i tempi di gioco, ogni mossa del massimo dirigente del calcio mondiale sembra attirare con sé una valanga di polemiche. Non fa eccezione l’ultimo tema trattato: la possibilità di ampliare la Coppa del Mondo a 64 squadre.

Già nel 2026 il Mondiale è passato da 32 a 48 squadre, con qualche polemica però su una fase a gironi capace di fare poca selezione. Intervistato dalla testata elvetica ‘Bluewin’, Infantino non si è nascosto: “Si tratta sicuramente di un tema che verrà esaminato e discusso nelle commissioni competenti dopo questo Mondiale. Quando si organizza una Coppa del Mondo, è importante farlo per tutto il mondo, non solo per l’Europa e il Sud America, ma per ogni parte del pianeta”.

“Ogni nazione dovrebbe poter sognare di partecipare al Mondiale – ha aggiunto il presidente della FIFA -. Si vede chiaramente che la qualità delle squadre è altissima, e continua a crescere ovunque. Se non si dà ai Paesi più piccoli la possibilità di partecipare, a questi mancherà lo stimolo per continuare a migliorare”.

Le parole di Infantino hanno scatenato un’ondata di commenti negativi, che parlano di una riduzione della qualità e dell’esclusività del torneo, di un numero sempre più alto di gare poco competitive e di una gestione di logistica e calendario complicatissima. C’è chi parla apertamente di una scelta “più commerciale che sportiva”, accusando la FIFA di voler privilegiare l’espansione economica a scapito dell’identità storica del Mondiale.

C’è però, anche chi accoglierebbe favorevolmente un Mondiale a 64 squadre. Diversi appassionati vedono infatti l’opportunità di allargare la base globale del movimento, favorendo la crescita di federazioni emergenti e aumentando la rappresentanza dei diversi continenti, citando come esempio virtuoso il calcio africano, che ha promosso dalla fase a gironi ben nove delle dieci rappresentanti. Il dibattito, comunque, è destinato a proseguire nei prossimi mesi, soprattutto se la FIFA dovesse effettivamente scegliere la soluzione a 64.

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