Piovono critiche all'indomani della celebrazione, in postazione di commento, della vittoria dell'Ecuador sulla Germania.
La vittoria in rimonta dell’Ecuador contro la Germania di giovedì sera, un 2-1 che vale una qualificazione insperata ai sedicesimi, ha acceso non solo l’entusiasmo del popolo sudamericano ma anche una nuova ondata di polemiche, in Italia, attorno a Daniele Adani. L’ex difensore, commentatore tecnico per la Rai, in telecronaca con Alberto Rimedio si è lasciato andare a un’esultanza travolgente al gol decisivo di Plata, scatenando un dibattito accesissimo sui social.
Al momento del 2-1, Adani è esploso: “Crolla il New Jersey! Tutto lo stadio balla! Una gioia incredibile! Questa squadra aveva fatto così bene nelle qualificazioni, Neuer è incredulo perché vede i piccoli che vogliono diventare grandi!”. Un entusiasmo proseguito anche dopo il triplice fischio, quando l’ex, fra le altre, di Brescia, Fiorentina e Inter, osservando la festa ecuadoriana, ha urlato: “Tutto portava alla disfatta ma se hai un popolo che ti dice ‘Se puede’ allora guardi il cielo e pensi che anche l’impossibile possa diventare possibile”.
“Il calcio ti regala queste emozioni, queste lacrime – ha detto ancora Adani -. Sembrava impossibile che l’Ecuador rimanesse dentro e invece il Mondiale continua per chi ci crede”. Chiuso il discorso del commentatore tecnico, Rimedio accanto a lui ha detto solo: “Non c’è altro da aggiungere” dando la linea alla pubblicità.
Sui social, come sempre quando Adani è protagonista, il pubblico si è diviso. C’è chi parla di eccesso di tifo, chi ironizza sui toni da telecronaca sudamericana, chi mette in discussione l’imparzialità richiesta a un telecronista: “Un festeggiamento patetico” si legge nei commenti su Facebook, mentre su X un utente azzarda: “Neanche in Ecuador hanno strillato quanto Adani… Un telecronista dovrebbe essere imparziale, la qualificazione dell’Ecuador è l’eliminazione di un’altra squadra”.
A infiammare la discussione c’è un dettaglio che molti utenti hanno sottolineato: l’esaltazione di una squadra, l’Ecuador, che nelle qualificazioni aveva mostrato un calcio estremamente speculativo, proprio quel tipo di approccio che Adani, in altre occasioni, ha spesso criticato. I numeri parlano chiaro: appena 14 gol segnati in 18 partite, a fronte di soli 5 subiti, nel girone sudamericano che ha promosso la nazionale ecuadoriana ai Mondiali. Un’identità prudente confermata anche nella rassegna iridata, ma comunque esaltata da Adani.