Interista si tatua l’antisportiva esultanza di Alessandro Bastoni: ne va fiero

Articolo di Aldo Seghedoni

"Gli hanno rotto troppo le scatole, è uno di noi" sentenzia il fan della Beneamata.

C’è chi ha deciso di tatuarsi l’antisportiva esultanza che ha messo in croce Alessandro Bastoni, il difensore dell’Inter che dopo avere simulato nella gara con la Juventus aveva celebrato l’espulsione di Pierre Kalulu con dei festeggiamenti che hanno fatto il giro del mondo. A scovarlo è stata Sportitalia, che lo ha anche intervistato prima della gara con il Bodo/Glimt, chiusasi con la sorprendente affermazione della squadra norvegese e con la conseguente eliminazione dalla Champions League dell’undici guidato da Cristian Chivu.

Il tatuato, ovviamente, è un sostenitore della Beneamata che ha mostrato con grande fierezza alle telecamere la propria gamba. “Mi sono separato con serenità – ha tenuto a fare sapere, incalzato da un Tancredi Palmeri interessato anche al suo stato civile -. Questa idea del tatuaggio mi è venuta subito, perché siamo tutti Alessandro Bastoni e gli hanno rotto troppo le scatole. Amala!”. A quel punto i suoi amici hanno intonato un coro di sostegno al calciatore: “Uno di noi, Alessandro Bastoni uno di noi”. “È il tatuaggio più grande che ho” ha chiosato palesemente orgoglioso il tifoso interista.

In effetti poi Bastoni ha in qualche modo ripagato dell’affetto realizzando una rete: sfortunatamente per l’Inter si è trattato del gol dell’1-2, che poi è stato il risultato finale della sfida del Meazza. Sull’erba di San Siro nessun ribaltone per Pio Esposito e compagni dopo il ko dell’andata (1-3) sul campo sintetico della formazione scandinava: tante le polemiche, a fine gara, per una prestazione non all’altezza al cospetto di un undici quadrato e ben allenato.

Prima dell’intervallo, quando le due compagini erano ancora sullo 0-0, Barella è caduto nell’area degli avversari, reclamando un calcio di rigore. L’arbitro ha tirato dritto, e sui social il centrocampista nerazzurro è finito nel mirino dell’ironia degli appassionati di calcio per la sua caduta accentuata. Tanti lo hanno accusato di simulazione ricordando il caso recente di Bastoni, ma molti lo hanno soprattutto preso in giro per il suo “volo”. “Qui Barella che si esalta nel salto del salmone”, “Barella pare colpito da una fucilata!”, “l’urlo di Munch”, “l’arbitro Hernández non abbocca al solito tuffo carpiato di Barella” tra i commenti.

Dopo la partita il centrocampista ha commentato così la sconfitta ai microfoni di Sky: “Non ci hanno messo in grande difficoltà, abbiamo preso gol su un errore individuale ma può succedere. La cosa più difficile era sbloccarla e non ci siamo riusciti. La delusione c’è perché la nostra voglia è quella di lottare su tutti i fronti. Ci abbiamo provato, ma sono stati più bravi loro. Con un punto in più saremmo passati e ci saremmo risparmiati questo playoff. L’obiettivo ora è lo scudetto, ma lo era dall’inizio dell’anno”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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