Philipp Lahm, ex Bayern e campione del mondo 2014 con la Mannschaft, ha indicato un altro modello da seguire.
Dopo la grande amarezza dei playoff, che hanno estromesso l’Italia per la terza volta consecutiva dalla fase finale dei Mondiali di calcio, l’attenzione dei critici si è ora spostata sull’impatto dei club di Serie A nella massima competizione europea, la Champions League. La finale raggiunta dall’Inter lo scorso anno sembra un lontano ricordo: il Napoli non ha superato il girone unico, Inter e Juventus hanno fatto flop nello spareggio per gli ottavi contro Bodo/Glimt e e Galatasaray, l’Atalanta ha giocato un turno in più ma è crollata con il Bayern Monaco.
Ed è proprio da un ex dei bavaresi, Philipp Lahm, che arriva l’ennesima stilettata al calcio italiano, dalle colonne del ‘Guardian’: “L’Italia è rimasta indietro e la Germania non deve imboccare quella strada – ha detto il campione del mondo 2014 -. Vedo in Bundesliga un ritorno della difesa a uomo, con giocatori che rincorrono gli avversari anche in bagno. Anche il Bayern lo fa qualche volta e non va bene. Puoi farlo per brevi tratti della partita, per mettere pressione, ma non può essere la strategia di novanta minuti”.
“La scuola spagnola ha ormai superato quella italiana – ha poi rincarato la dose lo stesso Lahm -. La loro difesa è orientata sul pallone e non sull’uomo, il gioco si sviluppa nella metà campo avversaria e non in quella propria. D’altra parte i club spagnoli hanno vinto tantissimo in questo secolo nelle competizioni europee e la stessa nazionale spagnola ha vinto tre delle ultime cinque edizioni dei Campionati Europei, mostrandosi sempre superiore alle avversarie”.
“Nemmeno la Germania degli anni Settanta e Ottanta, quella cui Gary Lineker si riferiva quando diceva che il calcio è ‘uno sport che si gioca in undici contro undici e in cui alla fine vincono i tedeschi’, ha raggiunto un simile dominio. La Spagna è il modello da seguire, senza alcun dubbio” ha affermato ancora Philipp Lahm.