Lutto nel mondo del calcio, a 38 anni è morto Alex Hughes

Articolo di Aldo Seghedoni

Il figlio di Mark, leggenda del Manchester United, era responsabile dello scouting del Grimsby Town Football Club.

A soli 38 anni è morto Alex Hughes, figlio della leggenda del Manchester United Mark. Da alcuni anni era responsabile dello scouting e del reclutamento calciatori per il Grimsby Town Football Club.

Questo il comunicato del club inglese: “Tutto il Grimsby Town Football Club è profondamente devastato dalla notizia della scomparsa improvvisa e inaspettata di Alex Hughes, Responsabile dello Scouting e del Reclutamento Calciatori”.

“Alex era un marito devoto, un padre orgoglioso, un figlio e fratello amatissimo, un amico prezioso e un membro stimato e di grande valore della famiglia del Grimsby Town. Formatosi tra le file dei Mariners nel 2025, Alex era diventato in breve tempo una figura stimata e altamente rispettata all’interno del club. Lavorando a stretto contatto con l’allenatore David Artell e l’area tecnica, ha svolto un ruolo cruciale nel definire la strategia di mercato del club e nel sostenere la crescita continua della prima squadra maschile”.

“Prima del suo arrivo al Grimsby Town, Alex aveva costruito una solida carriera nel mondo del calcio, spaziando dalla match analysis allo scouting, fino alla procura sportiva. Il suo percorso professionale lo ha visto collaborare con club come Blackburn Rovers, Manchester City, Fulham, AFC Fylde e Morecambe, guadagnandosi la reputazione di professionista dedito al lavoro e con una straordinaria conoscenza del gioco”.

“Al di là dei suoi successi professionali, Alex era profondamente stimato da chiunque lo conoscesse. Il suo calore umano, la sua professionalità e il suo carattere solare hanno lasciato un segno indelebile nel club e in tutta la comunità calcistica”.

Queste le parole del presidente Andrew Pettit: “Tutto il Grimsby Town Football Club è sconvolto e addolorato dalla notizia della scomparsa di Alex. Le nostre più sincere condoglianze vanno alla sua famiglia e ai suoi cari in questo momento incredibilmente difficile. Sarà sempre ricordato come un membro prezioso della famiglia dei Mariners, a cui ha dato tantissimo durante il tempo trascorso con noi.”

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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