Carolina Morace non fa sconti e li auspica: “Le scuole calcio costano troppo”

Articolo di Martino Davidi

"Gli altri sport crescono perché hanno una visione, una programmazione e un progetto serio. È esattamente quello che oggi manca al calcio italiano" osserva.

Carolina Morace è stata una grandissima calciatrice e ha dimostrato la propria competenza anche da allenatrice: come tutti è rimasta molto delusa da quanto successo in Bosnia ed Erzegovina, con la mancata qualificazione degli Azzurri alla fase finale dei campionati del mondo che andrà in scena in Canada, Messico e Stati Uniti.

“Diciamoci la verità: che il sistema calcio, nel suo complesso, andasse riformato lo sapevamo tutti da tempo. Bisogna ripartire dai settori giovanili e dalla crescita di giovani talenti italiani, che poi devono trovare spazio nelle squadre di club. La logica del profitto e della vittoria a tutti i costi non può andare avanti. I costi delle scuole calcio devono essere diminuiti, così come quelli degli abbonamenti alle pay tv” ha scritto sui propri social.

“In Francia e Germania, dopo le mancate qualificazioni ai Mondiali, i sistemi sono ripartiti proprio dai settori giovanili. Anche in Italia abbiamo l’obbligo di far rinascere la passione per il gioco del calcio. Quello puro, quello dei giovani. Non c’è più tempo: bisogna rifondare e ripartire adesso”.

“E fa ancora più riflettere sentire il presidente Gravina parlare di dilettantismo, sport di Stato e confronti “non equi” con le altre discipline in forte crescita. Non era mai successo che una Nazionale campione del mondo fallisse per tre volte consecutive la qualificazione al Mondiale. Servono soluzioni concrete e una strategia chiara. Perché se queste soluzioni non sono arrivate in otto anni di fallimenti sotto l’attuale presidenza, è legittimo chiedersi perché dovrebbero arrivare adesso”.

“Gli altri sport crescono perché hanno una visione, una programmazione e un progetto serio. È esattamente quello che oggi manca al calcio italiano” ha concluso, non facendo sconti.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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