Allegri risponde a Sacchi

10 Marzo 2016

Il giorno prima di Juventus-Sassuolo, anticipo della 29/a giornata di Serie A, Max Allegri ha presieduto la consueta conferenza stampa pre gara.
 
I bianconeri affronteranno l'ultima squadra ad averli battuti, un girone fa: "Dall'andata è cambiata la classifica e capito che bisognava cambiare l'interpretazione delle partite. In dieci giorni tra Sassuolo e Torino ci giochiamo lo scudetto - ha detto il tecnico, che non teme distrazioni in vista della Champions -. No, la testa non sarà assolutamente al Bayern. Bisogna vincere contro una squadra che sta giocando molto bene e ha battuto tutte le grandi. Il Bayern per noi non deve essere un'ossessione, deve essere un sogno realizzabile e ci penseremo da sabato".
 
Dopo aver fatto la conta dei giocatori disponibili ("Chiellini col Sassuolo no, col Bayern vedremo. Faranno il possibile i dottori per farlo tornare disponibile. Sturaro sta bene".), l'allenatore ha risposto alle critiche mosse da Arrigo Sacchi a lui e alla sua Juve: " Non ho niente da dire, rispetto le idee di tutti perché il calcio è opinabile. Posso solo fare i complimenti al Rosenborg per quanto vincono in patria e la loro storia va rispettata - ha detto -. Il calcio è bello perché è opinabile. Io più che rispettare le idee di tutti e soprattutto di Sacchi che è un guru del calcio, non
posso fare. Quando parla, lo ascoltiamo, poi posso non essere d'accordo. 
 
Io devo pensare a battere il Sassuolo perché il nostro obiettivo è quello di vincere il quinto scudetto. Non dobbiamo farci distrarre da nulla, abbiamo la forza per restare concentrati in campo".
 
Intanto, il tecnico riflette ancora sull'impiego di Pogba contro gli emiliani, ma non per ragioni tecniche: "Non è certo che giochi, ma a Bergamo non l'ho criticato dal punto di vista tecnico, ma nella gestione della partita. Ha 23 anni e non ha ancora imparato tutto, ma contro l'Atalanta ha perso di lucidità. Può succedere".
 
Il francese non è ancora decisivo quanto Dybala: "E' cresciuto molto e ha fatto partite importanti, anche quando non ha fatto grandi cose sul piano estetico. E' cresciuto nella sostanza ed è quello che conta. A volte si specchia un po', ma deve diventare un centrocampista di livello nella sostanza. Se impara a giocare semplice diventa immarcabile.
 
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