Una petizione per salvare la Pallacanestro Trieste

Articolo di Martino Davidi

Nel giro di breve tempo sono state raccolte oltre mille firme certificate. La sottoscrizione continua.

È stata creata una petizione con l’obiettivo di salvare la Pallacanestro Trieste. “Trieste non è una piazza qualsiasi per la pallacanestro italiana ed europea. È una città che ha contribuito a costruire la storia del basket fin dalle sue origini, con la Ginnastica Triestina campione d’Italia nel primo campionato del 1929-1930. Oggi questa tradizione, viva e competitiva, rischia di essere messa in discussione” vi si legge.

“La Pallacanestro Trieste ha dimostrato sul campo il proprio valore, con risultati importanti anche in ambito europeo e con uno dei pubblici più numerosi e partecipi d’Italia. Una realtà costruita nel tempo, sostenuta da migliaia di appassionati, non può essere trattata come un semplice titolo sportivo trasferibile. Una società sportiva si può vendere. Ma una cultura sportiva no” aggiunge chi l’ha promossa.

Nel giro di breve tempo sono state raccolte oltre mille firme certificate.

Una cultura sportiva che negli ultimi anni si era manifestata anche attraverso scelte ambiziose sul mercato e nella costruzione della rosa. Nella stagione 2025-2026, la società guidata dal patron Paul Matiasic e dal general manager Michael Arcieri aveva lavorato intensamente per allestire un organico competitivo, puntando su profili di carattere oltre che di talento. Tra i nuovi arrivi più significativi figurava Mady Goundo Sissoko, centro maliano classe 2000 di 210 cm per 113 kg, ingaggiato dopo una stagione da protagonista nel campionato NCAA con i California Golden Bears, dove aveva chiuso con medie di 8.3 punti e 8.2 rimbalzi a partita. La sua storia, dal villaggio rurale di Tangafoya — una remota comunità del Mali senza elettricità né automobili — fino ai parquet europei, aveva conquistato immediatamente la tifoseria biancorossa.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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