Articolo di Andrea Gussoni
In casa bianconera l’attenzione si sposta ora su Luca Vildoza e Matt Morgan, entrambi vicini al recupero in vista dei playoff.
Dopo il rientro di Alessandro Pajola, la Virtus intravede l’uscita dal tunnel dell’emergenza. In casa bianconera l’attenzione si sposta ora su Luca Vildoza e Matt Morgan, entrambi vicini al recupero in vista dei playoff, con l’obiettivo di restituire a coach Jakovljevic più rotazioni e maggiore equilibrio nel momento decisivo della stagione.
Per Vildoza il calendario è più definito. Lo stop per la lesione di secondo grado al bicipite femorale della coscia sinistra era stato fissato in 5-6 settimane a partire dal 5 aprile, quindi la finestra realistica porta ai primi giorni di maggio. Tradotto: la Virtus punta ad averlo di nuovo a disposizione proprio a ridosso dei playoff, con la possibilità di rivederlo già nell’ultima parte della regular season e in particolare già in casa della Dinamo Sassari domenica prossima.
Per Morgan il discorso è più prudente. Il problema al polpaccio è meno grave rispetto a quello di Vildoza, ma lo staff non vuole forzare. È rimasto ancora fuori dal lavoro con il gruppo e la sensazione è che la Virtus stia gestendo il suo recupero senza correre rischi, proprio per averlo fresco quando conterà davvero. In pratica, il suo rientro può arrivare prima di quello di Vildoza, ma il club preferisce dosarlo e non anticipare i tempi inutilmente. C’è la possibilità di vederlo all’ultima di regular season contro Varese.
Il contesto in cui i due giocatori si apprestano a rientrare è quello di una Virtus che ha già ritrovato slancio con il successo contro Trieste, commentato con soddisfazione da coach Jakovljevic: “L’abbiamo gestita dall’inizio alla fine, anche se in certi momenti lo abbiamo fatto peggio di altri. Sono molto contento dell’aggressività e dell’energia che siamo riusciti a mettere in campo”. Un segnale importante, secondo il tecnico serbo, che ha definito la vittoria “un ottimo segnale perché si tratta di una vittoria di squadra”, ribadendo come il gruppo sia ancora “un work in progress”.