Ginnastica

Aggiornato Ven 13 Mar 2026 alle 11:07

Il mondo della ginnastica artistica ha vissuto mesi intensi, tra storie di coraggio, lutti illustri e cambiamenti epocali nella gestione tecnica azzurra. Le ultime notizie dal panorama ginnico italiano e internazionale restituiscono un quadro ricco di emozioni, che va dall’ospedale di Milano fino ai vertici federali, passando per la scomparsa di leggende assolute della disciplina.

Lorenzo Bonicelli: un sorriso che vale più di mille parole

La notizia più toccante degli ultimi mesi riguarda Lorenzo Bonicelli, il giovane ginnasta lecchese di 23 anni rimasto gravemente infortunato il 23 luglio 2025 durante le qualifiche agli anelli alle Universiadi di Essen, in Germania. A tre mesi dall’incidente, “Bonni” ha sorpreso tutti con un post su Instagram dalla sua stanza all’Unità Spinale Unipolare del Niguarda di Milano: due foto che lo ritraggono sorridente, circondato da una bandiera italiana e da un cartellone pieno di messaggi di incoraggiamento, accompagnate dalle semplici ma commoventi parole “Insieme a voi… Grazie”.

Il ritorno in Italia era avvenuto già il 7 agosto, quando Bonicelli era stato trasferito in aeroambulanza dal Policlinico Universitario di Essen al Niguarda, con un’operazione complessa coordinata dal medico federale Andrea Ferretti. L’obiettivo era garantirgli un percorso di cure il più vicino possibile alla famiglia, originaria di Abbadia Lariana, e agli allenatori del CAT di Seveso. Il post a sorpresa ha scatenato una valanga di commenti affettuosi da parte di colleghi e amici: da Giorgia Villa ad Alice D’Amato, da Carlo Macchini al canadese Felix Dolci, tutti hanno voluto esprimere la propria gioia per il segnale di vita e di forza arrivato dall’atleta della Ghislanzoni GAL.

La ginnastica piange le sue leggende: addio a Dityatin e Nakayama

L’ultimo anno ha portato con sé anche dolori profondi per la comunità ginnastica mondiale, con la scomparsa di due autentiche icone della disciplina. In ordine di tempo, a marzo 2025 se n’è andato Akinori Nakayama, leggenda giapponese spentosi all’età di 82 anni per le conseguenze di un cancro allo stomaco. Nakayama aveva dominato le Olimpiadi di Città del Messico 1968 e Monaco 1972, conquistando in totale sei medaglie d’oro olimpiche, due argenti e due bronzi. La sua eredità sportiva vive ancora oggi in un movimento che porta il suo nome ed è tuttora eseguito dai ginnasti di tutto il mondo a livello olimpico.

Pochi mesi dopo, a ottobre 2025, è toccato ad Aleksandr Dityatin, il grande sovietico nato a San Pietroburgo che aveva scritto pagine indelebili nella storia della ginnastica con dieci medaglie olimpiche, di cui tre d’oro. Fu lui il primo uomo a vincere otto medaglie in una singola edizione dei Giochi, ai Giochi di Mosca 1980, un record che nessun ginnasta ha mai eguagliato e che solo il nuotatore Michael Phelps ha superato. La scomparsa di Dityatin, avvenuta a 68 anni, ha privato il mondo della ginnastica di uno dei suoi simboli più luminosi.

Svolta epocale nella ginnastica ritmica: fuori Maccarani dopo 30 anni

Sul fronte italiano, la notizia più dirompente sul piano istituzionale è arrivata a marzo 2025, quando il nuovo presidente della Federginnastica, Andrea Facci, ha annunciato la risoluzione anticipata del contratto di Emanuela Maccarani, direttrice tecnica della nazionale femminile di ginnastica ritmica per ben trent’anni. “Riteniamo che il ciclo sia esaurito”, ha dichiarato Facci, che ha assunto ad interim la direzione tecnica fino al 30 giugno 2025. Una decisione presa all’unanimità, che chiude un’era straordinaria — Maccarani aveva collezionato 235 medaglie complessive, di cui quattro olimpiche — ma segnata anche dalle ombre del processo legato alle denunce di due ex ginnaste, Anna Basta e Nina Corradini.

Il cambio al vertice della ginnastica ritmica azzurra rappresenta uno spartiacque generazionale, aprendo una fase di transizione delicata per un movimento che negli ultimi decenni ha saputo imporsi ai massimi livelli internazionali. Le ultime notizie suggeriscono che la Federazione stia lavorando per costruire un nuovo progetto tecnico in vista dei prossimi appuntamenti internazionali, con l’obiettivo di mantenere l’Italia tra le protagoniste assolute della disciplina.

In questo scenario in continua evoluzione, la ginnastica italiana e mondiale si trova dunque a fare i conti con il peso della storia — omaggiando chi l’ha resa grande — e con la necessità di guardare avanti, sostenendo chi, come Bonicelli, lotta ogni giorno per tornare a vivere pienamente, e costruendo nuove strutture tecniche capaci di raccogliere un’eredità imponente.