Stai in Campana – 14 gennaio 2016

Al termine degli europei del 2017 assegnati a Turchia (fase finale alla Sinan Erdem Arena di Istanbul), Finlandia, Israele e Romania comincia la rivoluzione delle competizioni internazionali che culminerà  col mondiale del 2019 in Cina. Il modello è quella della World Cup del calcio. 140 partecipanti e fase finale a 32 squadre in 8 sedi e finale nell’impianto olimpico di Pechino. Il torneo di qualificazione è previsto nell’arco di 3 anni a partire dall’anno prossimo. La Cina  è ammessa come Paese organizzatore, il vincitore dell’Olimpiade non avrà più invece il posto garantito e quindi  gli Stati Uniti saranno costretti a selezionare la loro squadra fra i giocatori sparsi nei vari campionati nazionali al mondo perchè la NBA e la NCAA per il momento non sono disposte a modificare il calendario nè a concedere i loro giocatori stranieri. E si profila un problema enorme, per le nazioni come l’Italia, rinunciare ai migliori giocatori.
 

 
 
La griglia del mondiale prevede 12 posti per l’Europa, 7 per le Americhe, 7 per l’Asia, 5 per l’Africa oltre alla Cina. E anche una serie di 6 finestre per le qualificazioni con gare di andata e ritorno, con queste date: 2017,  20-28 novembre; 2018: 19/29 febbraio, 25 giugno/3 luglio, 10/18 settembre e 26 novembre/4 dicembre; 2019: 20/28 febbraio.
 
Questa rivoluzione è destinata a scatenare possibili conflitti. Di sicuro in Europa perchè la prossima stagione l’Euroleague alla quale dedicheremo alla prossima puntata una nota di Matteo Cardinali (Masters di Tor Vergata) avrà un nuovo format con 16 squadre invece che 24 e sarà gestita da un partner americano, la potente multinazionale sportiva IMG, che investirà 900 milioni di euro controllando marteking, pubblicità e contratti televisivi. Il diritto di partecipazione è riservato ai 12 club attualmente in possesso di una licenzia del consorzio Leghe Europee e fra i quali c’è l’Armani. Sono previste 3 wild card con criteri di marketing  e fasce d’interesse teritoriali, ma si sa che di sicuro Germania e Francia ne avranno diritto, non la Spagna o l’Italia. E infine la vincitrice dell’Eurocup.
 
Fallito un progetto di una fusione fra l’Euroleague e la Europe Cup della FIBA, si andrà allo scontro. In questa partita il presidente della Fip Petrucci ha fatto da paladino pro-FIBA garantendo la presenza dei club italiani, tranne l’Armani la cui licenza scadrà fra due anni e uscendo ora dovrebbe pagare forti penali. E vuoi mai che il CONI e la Fip facciano uno sgarbo al possibile fornitore delle divise olimpiche, perchè grazie a Re Giorgio almeno lì la prima medaglia è già vinta!
 
Partendo per Londra dove oggi la FIBA illustrerà il nuovo sistema delle Coppe sul quale investirà 30-40 milioni all’anno (la metà di quello della IMG), col potente collega spagnolo Josè Luis Saez in disgrazia per le accuse di irregolarità nella gestione della sua Federazione, Petrucci  è diventato il capo della crociata anti-Euroleague. E ha dettato questo comunicato passando il Rubicone, o ancor meglio il Tamigi: “La Federazione Italiana Pallacanestro si ritiene soddisfatta del lavoro svolto fin qui dalla Federazione Internazionale. E ribadisce altresì che, anche in considerazione del parere espresso in merito dal CONI il 16 novembre 2015, non rilascerà in futuro autorizzazioni per la partecipazione a competizioni non riconosciute dalla FIBA”. E cioè: o con noi, o senza di voi! Finalmente un politico che parla con chiarezza e decide, anche se il terreno è minato.
 
Ormai bisogna fare i conti con l’Europa, con Strasburgo e Bruxelles le sue norme, comprese quelle antitrust. E non può più essere definita dilettantistica, dopo la riforma Melandri degli ultimi anni del Novecento… E richiamare la purezza olimpica del barone De Coubertin quando una Federazione vanta un giro d’affari da 30 a 50 milioni, tassa generosamente i 300 mila associati-cittadini, compresi centinaia di stranieri, gode di contributi dello stato italiano che escono dalle tasche della gente.
 
Passati i 70 anni Petrucci sa che la sua ultima occasione per ricandidarsi all’ennesimo quadriennio olimpico è tenere fede all’impegno fatto lasciano al CONI per tornare alla FIP, dove ha iniziato come segretario 40 anni fa, di rilanciare la nazionale. Il fine giustifica i mezzi. Per cui machiavellicamente ha chiuso il  do ut des con la FIBA per portare a casa – con la copertura di 2 milioni di euro promessi da Renzimatteo fin dai giorni dell’europeo a Berlino –  uno dei 3 tornei preolimpici (la sede è Torino). Operazione brillante, perchè per la quadratura definitiva del cerchio, avere dalla propria parte  la FIBA significa godere di un occhio riguardo per altri “accessori” utili allo scopo. La FIBA controlla il calendario, le designazioni arbitrali e naturalmente le formule e i sorteggi. Decide insomma le regole del gioco, nel suo caso  molto flessibili, in tipico stile levantino. Poi  nauralmente l’ultimo tassello:  bisognerà fare i conti con la fortuna e la nemesi, se ci sono… pendenze aperte.
 
In questo caso tutto sembra filare liscio. Con tre squadre davanti teste di serie, Francia, Serbia e Grecia, le ultime due hanno chiesto a loro volta il preolimpico, e di sicuro l’avranno i  serbi che hanno un capo di governo alla presidenza della Federazione. In questo modo  l’imbattibile  Serbia è tolta di mezzo, rimangono invece come possibili avversarie, a meno che con la doppia sede la Francia vada nel rimanente girone di Manila col quale la FIBA paga il suo debito di riconoscenza per aver accettato di sfidare la Cina per la candidatura dei mondiali. In questo caso  l’Italia avrebbe solo un 33% di possibilità di avere compagna di viaggio la Grecia senza però più Spanoulis, Zisis e Bourouris che hanno chiuso con la nazionale.
 
Con Spagna e Lituania già ammesse a Rio, le europee per le qualificazioni salgono da 5  a 6 per completare le 18 totali dei 3 gironi. Ne beneficerà la Lettonia di Kristaps Porzingis, il miglior roookie della NBA. Sarà solo una coincidenza se il 26 gennaio la squadra baltica verrà sorteggiata per Torino?
 
L’ineffabile FIBA stavolta si è davvero superata. Era partita con l’annuncio finale di un unico preolimpico a 12 squadre come 4 anni fa in Venezuela,  ai primi di agosto a bocce già in volo ha tirato fuori dalla manica i 3 gironi e le 18 squadre. Dopo gli europei ha chiarito che le sedi dei vari OQT avrebbero potuto essere anche nello stesso continente,  ma si è concesso l’ultimo mistero: quali saranno le fasce di merito e con che ordine le 15 squadre entreranno nell’urna come le capofila Italia, Serbia e Filippine?
Naturalmente il campo amico e il sorteggio favorevole non assicurano la qualificazione al 100 per cento, per andare a Rio oltre a schivare Serbia e Francia bisogna battere le altre 5 squadre, solo vincendole tutte si è sicuri. Le squadre africane, con la Nigeria già qualificata, e quelle asiatiche, sono solo un’accettabile tappezzeria, le più temibili sono il Canada che può mettere in campo 10 giocatori NBA, da Wiggins a Tristan Thompson, o il Messico che a sua volta ne ha 5.
 
TIRO LIBERO – ITALIA 35esima AL MONDO, NUOVA ERA CON MESSINA?
 
Raggiunto il picco con l’argento olimpico di Atene (2004), miglior risultato di sempre (anche nell’80 a Mosca giocò la finale ma mancavano gli Stati Uniti in… boicottaggio), l’Italia non si è qualificata per i Giochi di Pechino e Londra  e così per le ultime due edizioni del Mondiale (2010 in Turchia e 2014 in Spagna).
 
Questo spiega – ma non giustifica! –  il sorprendente  declassamento del basket italiano col 35° posto nel Ranking FIBA in controtendenza con la crescente considerazione per i giocatori della NBA nell’ultimo decennio: nel 2006 Andrea Bargnani (Benetton) è stato il primo italiano ed europeo n.1 del draft con un contratto da 50 milioni di dollari per 5 anni con i Raptors; in seguito sono stati scelti a 1° giro Marco Belinelli (18, Golden State) e Danilo Gallinari (8 New York). La scorsa stagione si era aggiunto anche Gigi Datome (Detroit e Boston). Nel 2015-16 Gallinari ha avuto un rinnovo-record di contratto triennale da 14 milioni per stagione e Belinelli per la prima volta un triennale garantito da 19 milioni in tre stagioni coi Kings. Il segno che contano.
 
Dopo un quinquennio senza bagliori dove ci è capitato pure di vedere in azzurro un oriundo che all’europeo ha giocato 44 minuti senza segnare un solo canestro, Ettore Messina verrà presentato mercoledì prossimo a Roma. Nel suo primo sodalizio con Petrucci non è riuscito ad andare alle Olimpiadi e ai Mondiali, andrà meglio stavolta aprendo una nuova era azzurra? Fidiamo tutti sul suo prestigio internazionale, l’esperienza NBA acquisita come vice di Gregg Popovich, il prossimo allenatore del Dream Team, e una squadra azzurra con 4-5 giocatori di alto livello. Ma basterà? Per Don Ettore si stanno schiudendo nella NBA orizzonti impensabili nella NBA, potrebbe essere il successore di Popovich o ricostruire i Nets, non sarà troppo da queste sirene, sotto stress per sopportare le piccinerie italiane?
Per il momento, il suo scopo è dare una scossa, cancellare questo 35° posto che ha il sapore di una maglia nera imbarazzante pesando a dove eravamo 20-30 anni fa. Col 6° posto degli ultimi europei l’Italia ha guadagnato una posizione, ma ha sempre davanti ben 4 paesi africani (Angola, Tunisia, Senegal, Nigeria), le mediorientali Iran e Giordania, l’asiatica Corea, Panama e Uruguay e i Europa è dietro anche alla Gran Bretagna. Va meglio in Europa col 15° posto su 50 paesi.
 
Intanto con la mancata qualificazione della nazionale femminile  al mondiale e ai Giochi di Rio, nel settore femminile la squadra italiana è scesa al 32° posto  e al 15° in Europa. Le proporzioni della caduta diventano meno umilianti con la classifica combinata fra i due settori con l’Italia al 17° posto  mondiale e 10° europeo e una disponibilità economica della Federazione senza precedenti, come si osserva  ai vertici del CONI. Ma si sa, per una legge fisica, quando si tocca il fondo si può solo risalire…
 
QUESTION TIME – Le domande che la gente si fa….
 
–  A proposito della fortuna di vivere in un tempo piuttosto che in un altro, il destino di Stephen Curry 50 anni fa non sarebbe stato forse quello di essere il giocoliere principe degli Harlem Globetrotters?. Per la miglior gloria della NBA, fortunatamente oggi il nuovo Lemon incanta le folle e strega le difese e fa comprendere che la pallacanestro è un’arte…
– Vogliamo votare tutti il GALLO no-limits  per l’All Star Game di Toronto, per i progressi, i canestri, il coraggio da fighter e il suo stile giovanile come la  capigliatura a cresta diventata una moda nella NBA? Si può votare solo una volta al giorno, fino al 19 gennaio cliccando qui. Anche Sportal.it è in prima linea col Milan e Jovanotti
– Perchè dopo il fallimento di “Siena pigliatutto” gli organi di gestione del basket non hanno introdotto norme draconiane preferendo la politica dello struzzo?
–  La revoca degli scudetti di Siena chiaramente può essere presa in considerazione dalla Fip solamente per le stagioni relative alla vendita del marchio per falso in bilancio?
– Perchè s’è letta una protesta del presidente della Polisportiva Men Sana per la possibile revoca degli scudetti quando spettava a lui, come azionista di maggioranza il controllo dei bilanci e lo stop immediato alla vendita del marchio sopra il valore di mercato alla srl riminese con un capitale minimo di 10 mila euro?
– La Comtec quale organo di controllo della Fip  aveva visto o no l’atto notarile con cui la srl Men Sana vendeva il marchio a Rimini per 7 milioni, cifra uscita dalla banca senese trattenendo le azioni a garanzia del credito?
– Come mai passano inosservate le 11 sconfitte su 11 dei campioni d’Italia e le 3 su 8 dell’Armani nelle maggiori coppe europee quando risultati simili nel calcio sarebbero dibattuti  dai media quanto una crisi di governo?
– Impedendo Petrucci  la partecipazione alle maggiori Coppe Europee ai club italiani non rischia di portare il movimento all’autarchia e alla guerra in un momento di debolezza mai visti considerando i risultati delle nostre squadre he da 11 anni non vincono trofeo e nemmeno giocano la finale?
– In tempi di crisi economica e di una assenza totale negli ultimi 30 anni di una politica per nuovi impianti non è  forse anacronistica la norma che prevede un impianto da 2000 posti per playoff e playout di A2 di fronte a un’affluenza media di 1990 spettatori? Media alzata dai 4-5 mila  di Fortitudo e Treviglio…
– Non sarebbe saggio che la LNB creasse una forchetta di costi contenuti e realistica invece di una forbice pericolosamente oscillante fra il milione di euro e i 3 milioni per una sola promozione su 32 squadre e soli 6 mesi di attività per scongiurare, passata l’euforia iniziale per la novità della A-2,  il pericolo di rientrare nei bilanci?
– Nel giro di pochi mesi il mondo arbitrale non è forse passato troppo velocemente dalla gestione commissariale a quella collegiale cadendo adesso in quella presidenziale, troppo vicina agli umori e agli interessi della Lega?
– Perchè molte sedi regionali di Rai Tv snobbano gli eventi del basket e in genere anche quelli sportivi?
– Possiamo credere a Italo-Montezemolo che nel presentare la candidatura di Roma 2024 ha detto che i Giochi costeranno solo 24 mila milioni di euro, meno di Parigi e Los Angeles?
– Quando si ritira un grande campione, si ritira la maglia, perchè il basket non pensa invece di  ritirare la “famosa” giacchetta a quadrettini verde-marroncino che Dan Peterson indossa da più di 20 anni e sfoggiata anche all’All Star di Trento?
– Perchè pur avendo più  bisogno di un play americano e di un centro di alto  livello l’Armani ha preso una guardia, l’ex sassarese Rakim Sanders, per di più in convalescenza per un infortunio?
 
LO SAPEVATE?
 
°Classifica ESPN “All Time NBA point-guard” (si tratta dei  play o registi, quelli che dirigono l’orchestra e segnano quando occorre): 1 MAGIC JOHNSON (Lakers, 5 titoli), 2 Oscar ROBERTSON (Cincinnati Royals-Milwaukee Bucks, 1 titolo), 3 John STOCKTON (Utah Jazz), 4 Stephen CURRY (Golden State Warriors, 1 titolo), 5 Isiah THOMAS (Detroit Pistons, 2 titoli), 6 Chris PAUL (New Orleans-LA Clippers), 7 Steve NASH (Can., Phoenix-Dallas-Lakers), 8 Walt FRAZIER (New York Knicks-Cleveland, 2 titoli), 10 Bob COUSY (Cincinnati Royals-Boston Celtics 6 titoli).
 
°Classifica All Time SPORTAL.IT migliori point-guard italiane: 1. Pierluigi MARZORATI (Cantù), 2.  Aldo OSSOLA (Ignis Varese), 3. Nando GENTILE (Juve Caserta-Stefanel Milano-Panathinaikos), 4. Roberto BRUNAMONTI (Rieti-Virtus Bologna), 5. Gianmarco POZZECCO (Varese-Fortitudo), 6. Gianfranco PIERI (Simmethal Milano), 7. Carlo CAGLIERIS (Virtus Bologna), 8. Giulio IELLINI (Simmenthal Milano), 9. Massimo BULLERI (Benetton-Milano), 10. pm Giuseppe POETA (Teramo-Virtus Bologna-Trento), Paolo MORETTI (Virtus Bologna-Fortitudo) Massimo COSMELLI (Livorno-Virtus Bologna).
 
°In occasione dell’All Star Game di Trento la Lega avrebbe chiesto al presidente del CIA di sperimentare un CICALINO TECNOLOGICO utile agli arbitri per ricordare che stanno per scadere i 24″ (infrazione di tempo). Sì, potrebbe essere un’idea interessante, in circolazione c’è il modello ufficiale FIBA-Euroleague,  Lega Basket avrebbe scelto invece una strumentazione  tecnologica italiana.
 
°Tutti in questo momento non hanno occhi che per CURRY e i records dei Warriors, ma intanto a metà della regular season gli SPURS del “pensatoio europeo” POPOVICH & MESSINA vantano il primato di 10 gare vinte con uno scarto di +25 e dietro di loro, con 6  gare a +25 c’è Cleveland di LeBron James.
 
°Bella notizia per AREZZO che ha creato un progetto-pilota con l’arrivo da Siena di Umberto Vezzosi,  coach-guru delle giovanili che il grande  Rick Pitino avrebbe voluto al suo fianco nella NCAA: la città della Chimera che ha dato tanti giocatori al basket, fra cui Paolo Moretti, col cambio di amministrazione affiderà il Palasport, vicino al moderno centro fieristico, alla SBA (Scuola Basket Arezzo) che fa attività sociale a tutto campo, dalle scuole al minibasket e raccoglie anche figli di immigrati messi dal giudice nelle Case di Accoglienza.
 
°Il coach della Virtus Bologna GIORGIO VALLI è stato il vice di Piero Bucchi nell’Armani Milano nell’anno di Proli presidente e Gianluca Pascucci general manager.
 
°Ettore MESSINA è il 3° allenatore nel ranking italiano col 74,3% di vittorie  (347-467 con Virtus Bologna e Benetton Treviso).
 
°Nella Granarolo Bologna campione d’Italia ’83-84,  quello della stella di 32 anni fa, un giovane ETTORE MESSINA era il vice-allenatore di Alberto Bucci.
 
°Per DAN PETERSON in un servizio su Sport Week i giornalisti n.1 del basket sono Enrico Campana e Oscar Eleni. Troppo onore… Per quanto mi riguarda, sono un giornalista-francescano (rispetto la regola dell’Ordine) con spiccata indole vicina al corrosivo Aristofane. Col suo “stilo” il  maestro greco della satira ci ha lasciato questa massima che m’ispira: “A cosa serve un poeta (giornalista)? A svegliare la città”. Fortunatamente la pensa così anche qualche giudice che di fronte a querele temerarie da voltastomaco nel darmi ragione ha sancito che la critica è un diritto sancito dalla Costituzione, tanto più se informata, continente, pertinente e pronta a emendarsi volontariamente in caso di errori.
 
PAROLE, PAROLE, PAROLE…
 
MARCO CALVANI (Sassari) sul 23-8 del 1° quarto in Ungheria (11.a sconfitta consecutiva in Coppa dei campioni d’Italia) : “Abbiamo totalmente sbagliato il primo quarto, con un approccio inadeguato per poter competere a questi livelli. Sarebbe stato importante per noi iniziare con una vittoria queste Last 32 di Eurocup. Negli altri quarti abbiamo dato qualcosina di più ma non siamo stati fortunati, comunque non è da questi tentativi di rimonta che dobbiamo costruire la partita ma con un approccio di energia e grinta dal primo minuto”.
CRISTIAN EYENGA (Sassari): “E’ una gara dalla quale dovremo imparare, e capire che per confrontarci con chiunque, di qualunque lega o campionato, dobbiamo avere l’atteggiamento giusto, altrimenti non possiamo competere
GREGG POPOVICH (San Antonio) dopo il licenziamento di Lionel Hollins (Nets): “E’ un buon amico e un allenatore meraviglioso che diamine…Il nostro lavoro ci succhia”.
LAMARCUS ALDRIDGE (San Antonio Spurs): “A San Antonio non ho avuto sorprese. Qui si sa cosa ci aspetta oggi e domani, in campo e fuori e di sicuro questo facilita il nostro lavoro”
Mike Mazzeo (ESPN) ha scritto che Ettore Messina è  uno dei 6 candidati alla panchina presentandolo così: “Anche se potrebbe prendere il posto di Gregg Popovich a San Antonio, potrebbe riscuotere la preferenza di Mikhail Prokorov che conosce dai tempi dei suoi successi a Mosca. Sarebbe una mossa interessante.
 
GLI AUGURI DI GENNAIO
 
Dall’agenda di  SUPREMO AIACE (Stefano Albanese), l’ex azzurro che tiene i collegamenti  via web e storico dei Maturi Baskettari) questi i compleanni illustri di gennaio del basket italiano (il 18 di gennaio compiono gli anni Meneghin, Bonamico e Carera):  1 gennaio: 49 anni NANDO GENTILE (Tuoro-Caserta, 1/1/1967); 4 gennaio: 65 anni BOB MORSE  (Filadelfia, 4/1/1951) 9 gennaio: 80 anni DAN PETERSON  (Evanston, Illinois 9/1/36); 17 gennaio: 67 anni BOGDAN “Boscia” TANJEVIC (Bosnia,  17/1/1949), 18 gennaio: 66 anni DINO MENEGHIN (Alano di Piave, 18/1/1950); 59 anni MARCO BONAMICO (Genova, 18/1/1957); 53 anni FLAVIO CARERA (18/1/1963); 19 gennaio: 48 anni ANDREA LUCHI (Montecatini, 19/1/1968); 24 gennaio: 41 anni GIANLUCA BASILE (Ruvo di Puglia, 24/1/1975, Capo d’Orlando);   25 gennaio: 58 anni ROBERTO PREMIER (Gorizia, 25/1/1958) ;30 gennaio: 72  anni WALDI MEDEOT (Gorizia, 30/1/1944); 31 gennaio 1961: 54 anni FLAVIO TRANQUILLO (Milano, 31/1/1962)

 
A cura di ENRICO CAMPANA
 

 

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