Ora i Thunder attendono gli esami e gli aggiornamenti dello staff medico per conoscere la reale entità del problema. Il rischio di uno stop molto lungo è concreto, ma al momento non ci sono conferme ufficiali sulla diagnosi né sui tempi di recupero
Una vittoria che rischia di passare in secondo piano per l’ennesimo grave infortunio. Gli Oklahoma City Thunder superano i Los Angeles Clippers per 108-101, ma la serata è segnata dal drammatico incidente occorso a Jalen Williams, costretto a lasciare il parquet in barella dopo essersi fatto male alla gamba sinistra. Le immagini hanno immediatamente fatto temere un problema serio, con compagni e avversari visibilmente sconvolti.
L’infortunio è arrivato a 1’14” dalla fine, durante un’azione offensiva in cui Williams stava cercando di arrivare al ferro per una schiacciata. Dopo il contatto con Kris Dunn, il giocatore è ricaduto male sulla gamba sinistra, rimasta intrappolata sotto il peso del corpo. L’arbitro ha inizialmente fischiato fallo, poi trasformato in un flagrant 1 dopo la revisione al video. I soccorsi sono intervenuti immediatamente e il gioco è rimasto fermo per circa cinque minuti.
Tra i più scossi c’era Shai Gilgeous-Alexander, leader dei Thunder, che al termine della partita ha faticato a trattenere le lacrime. “Mi dispiace davvero per lui”, ha dichiarato, sottolineando quanto sarà difficile giocare senza un compagno così importante. Il fuoriclasse canadese ha comunque voluto trasmettere fiducia: Williams tornerà e la squadra dovrà resistere fino al suo rientro.
La preoccupazione è ancora maggiore considerando i precedenti del giocatore. Williams, 25 anni, ha già saltato 49 partite nella scorsa stagione a causa di diversi problemi fisici, soprattutto agli ischiocrurali, oltre a essere stato condizionato da problemi al polso. Dopo aver contribuito in maniera decisiva al titolo Nba conquistato da Oklahoma City nel 2025, era tornato in campo con l’obiettivo di essere nuovamente protagonista.
Ora i Thunder attendono gli esami e gli aggiornamenti dello staff medico per conoscere la reale entità del problema. Il rischio di uno stop molto lungo è concreto, ma al momento non ci sono conferme ufficiali sulla diagnosi né sui tempi di recupero.