Era diventato assistant coach alla Yeshiva University, college di Division III nell'area di New York, continuando così a rimanere legato al mondo della pallacanestro
Il mondo del basket è sotto choc per la morte di Michael Sweetney, deceduto a soli 43 anni. A dare la notizia è stata la moglie, India Murray, con un messaggio pubblicato sui social, senza però rendere note le cause della scomparsa del marito che da giocatore aveva avuto diversi problemi legati al peso che ne condizionarono anche la carriera.
Dopo l’esperienza al college con Georgetown, Sweetney era stato scelto con la numero 9 al Draft NBA del 2003 dai New York Knicks con cui giocò per due stagioni prima di essere ceduto ai Chicago Bulls nel 2005. Nel massimo campionato americano riuscì a ritagliarsi uno spazio non disprezzabile, chiudendo la sua (breve) carriera con 6,5 punti, 4,5 rimbalzi e 15,5 minuti a partita. Nel 2009 provò a rientrare con i Boston Celtics che però dopo la preparazione estiva e qualche apparizione in amichevole lo tagliarono.
Sweetney, salutata l’Nba, non disse subito addio al basket, giocando in Cina e a Porto Rico fino al 2017. Terminata la carriera da giocatore, Sweetney aveva intrapreso quella da allenatore. Era diventato assistant coach alla Yeshiva University, college di Division III nell’area di New York, continuando così a rimanere legato al mondo della pallacanestro.