Alessandro Pajola

Aggiornato Mer 15 Apr 2026 alle 08:58

Alessandro Pajola attraversa uno dei momenti più difficili della sua carriera. Le ultime notizie che arrivano da Bologna parlano chiaro: il capitano della Virtus è stato costretto a fermarsi per un intervento chirurgico al ginocchio sinistro, una tegola pesantissima per i campioni d’Italia in un momento cruciale della stagione.

L’infortunio e l’operazione al menisco

Dopo aver saltato le ultime due partite — contro l’AS Monaco in Eurolega e contro la Dolomiti Energia Trentino in Serie A Unipol — Pajola si è sottoposto a ulteriori esami che hanno rivelato una lesione al menisco esterno del ginocchio sinistro. La Virtus Bologna ha comunicato ufficialmente che il giocatore si sarebbe operato nei giorni successivi, con i tempi di recupero da definire a seguito dell’intervento. Una notizia che ha scosso l’ambiente bianconero, già provato da un periodo tutt’altro che semplice.

L’assenza del suo capitano pesa enormemente su coach Dusko Ivanovic, che nella stessa partita contro Trento aveva perso anche Matt Morgan per una distorsione alla caviglia. Proprio in quella gara, la Virtus si era fatta rimontare un vantaggio di 17 punti, cedendo all’Aquila Basket per 85-87 e abbandonando la testa della classifica. Un ko che Ivanovic ha definito frutto di mancanza di concentrazione e identità di squadra, sottolineando come in quei momenti la squadra abbia agito “da soli e senza la giusta intensità”. Senza Pajola in campo, quella leadership silenziosa e concreta che il playmaker bolognese garantisce ogni sera diventa ancora più difficile da rimpiazzare.

Il valore di Pajola: capitano, difensore, punto di riferimento

Per capire quanto sia centrale la figura di Pajola nella Virtus Bologna — e non solo — basta ripercorrere il suo percorso recente. Cresciuto nelle giovanili del club dal 2015, il playmaker classe 1999 ha collezionato con la maglia bianconera titoli su titoli: uno scudetto, due Supercoppe Italiane, una Basketball Champions League, una EuroCup e, nella stagione scorsa, il 17° scudetto della storia della Virtus. Un palmarès che lo ha consacrato come uno dei giocatori italiani più completi della sua generazione.

Non è un caso che, anche in Nazionale, Pajola abbia assunto un ruolo di guida. Lo scorso febbraio, in occasione delle ultime gare di qualificazione a EuroBasket 2025, coach Gianmarco Pozzecco gli aveva affidato la fascia di capitano per le sfide contro Turchia e Ungheria, in concomitanza con la sua 50ª presenza in azzurro. “È un grande onore essere il capitano della Nazionale”, aveva dichiarato Pajola, sottolineando la responsabilità ma anche il piacere di guidare un gruppo giovane e talentuoso. In quella finestra di qualificazione, il playmaker aveva già individuato i futuri protagonisti dell’Italbasket: Spagnolo e Diouf, ai quali aveva pronosticato “una super carriera”.

La sua filosofia di gioco rispecchia il suo carattere: Pajola ha sempre preferito difendere piuttosto che attaccare, una vocazione che lui stesso ha spiegato con una metafora calcistica. “Da bambino giocavo a calcio con gli amici e ogni volta il dilemma era su chi dovesse stare in porta. Nessuno voleva andarci tranne me”, aveva raccontato in un’intervista a Sportweek. Difendere, per lui, è una questione di generosità e sacrificio per il gruppo, valori che trasuda in ogni partita.

Il futuro: tra Virtus Bologna e il sogno NBA

Prima che l’infortunio si abbattesse su di lui, il nome di Pajola era circolato con insistenza nei radar del Real Madrid. La scorsa estate, dopo la conquista del 17° scudetto, il club spagnolo aveva mostrato interesse concreto per il playmaker azzurro. Tuttavia, la Virtus Bologna aveva chiuso ogni discorso in modo netto: Paolo Ronci, direttore generale del club, aveva dichiarato senza mezzi termini che “chi ha contratto, resta”, blindando di fatto il proprio capitano fino alla scadenza del suo accordo. La società felsinea non aveva alcuna intenzione di privarsi di un giocatore così determinante per gli equilibri tecnici e umani dello spogliatoio.

Pajola stesso, interpellato sul suo futuro, aveva mostrato la consueta lucidità: “La mia filosofia è vivere alla giornata, pensando al presente. Ho un contratto che mi lega alla Virtus, non ho nessuna fretta di trovare qualcosa”. Eppure, quando gli era stato chiesto dell’NBA, il playmaker non aveva nascosto una certa fascinazione per l’idea: “L’NBA è un sogno e lo dice uno che non l’ha mai sognata chissà quanto. Arrivarci sarebbe qualcosa di veramente epico”. Parole che tradiscono l’ambizione di un giocatore che sa di poter ancora crescere, ma che per ora deve fare i conti con una realtà ben più concreta: recuperare al meglio dall’operazione e tornare a guidare la Virtus Bologna verso nuovi traguardi.

La speranza di tutto l’ambiente bianconero è che i tempi di recupero siano i più brevi possibile, per rivedere presto in campo uno dei giocatori più rappresentativi del basket italiano degli ultimi anni.