In casa dei giuliani l'idea sarebbe quella di allestire una squadra seguendo la formula del 5+5.
A Brescia il colpo è stato durissimo, ma l’obiettivo ora è cercare di programmare il futuro. In Serie A2 gli spiragli appaiono ancora ridotti, mentre in Serie B Nazionale continuano ad affiorare criticità societarie, con alcuni club che hanno già alzato bandiera bianca e altri che potrebbero farlo a breve. Decisamente più sereno, invece, il clima in casa Trieste. Secondo quanto riportato da La Prealpina, il club giuliano sarebbe intenzionato a ripartire da punti fermi come Michele Ruzzier e Francesco Candussi, confermando inoltre Francesco Taccetti alla guida tecnica. L’idea sarebbe quella di allestire una squadra seguendo la formula del 5+5.
In casa Trieste, intanto, la conferma di Francesco Taccetti rappresenta un segnale di continuità tecnica particolarmente significativo. Quanto a Michele Ruzzier, la sua conferma assume un valore simbolico ulteriore: il playmaker triestino si è aggiudicato lo scorso febbraio l’Oscar Giba come miglior giocatore di Serie A1 del 2025, riconoscimento storico dell’Associazione Giocatori agli atleti che si sono distinti dentro e fuori dal campo.
Sul fronte della Serie B Nazionale, la scadenza per le iscrizioni è fissata al 7 luglio e già si registra la prima defezione ufficiale: l’Academy Basket Jesi ha annunciato lo scorso 20 giugno che non parteciperà al prossimo campionato. Il club marchigiano sta attraversando una delicata crisi economica, segnata da un pesante indebitamento, e già nel corso della stagione appena conclusa aveva cercato di alleggerire la situazione cedendo i giocatori di maggiore talento. Chi fosse interessato a rilevare il titolo sportivo dovrebbe tuttavia farsi carico anche del passivo accumulato dalla società.
Lo choc bresciano affonda le radici nel trasferimento del titolo sportivo della Germani a Roma, nelle mani dell’imprenditore californiano Paul Matiasic, che ha chiuso definitivamente diciassette anni di storia della Leonessa. Il patron Mauro Ferrari, contestato duramente dai tifosi con cori e striscioni fuori dalla sede di San Zeno, ha provato a spiegare le ragioni di una scelta sofferta: “Durante questo periodo sono stati fatti sforzi economici importanti. Sono stati impegnati, e sottratti alle mie attività e a quelle della mia famiglia, periodi e giornate di lavoro, e abbiamo investito capitali per circa 30 milioni di euro in questi dieci anni di attività”. Ferrari ha poi aggiunto: “Se dieci anni fa avevamo 30 milioni di euro disponibili sul conto e oggi abbiamo poco più di 500 mila euro, significa che è una società che non regge e non produce utili”.