Trieste esalta Matteo Cotelli: “Qui si respira pallacanestro”

Articolo di Marco Enzo Venturini

Il coach della Germani Brescia va oltre l'82-86 dei suoi: "Ogni cosa di questo palazzetto parla e respira pallacanestro, in Italia non è comune".

Il 82-86 in terra giuliana lancia ulteriormente la Germani Brescia, ancora in testa alla Serie A a pari punti con la Virtus Bologna. A Trieste, però, il coach dei lombardi Matteo Cotelli ha voluto porre l’accento su un aspetto particolare: l’atmosfera respirata in un palazzetto che lo ha lasciato senza fiato, anche oltre gli aspetti tecnici di una partita vinta non senza soffrire.

“Ogni cosa di questo palazzetto e di questa atmosfera parla e respira pallacanestro. Un aspetto che in Italia non è certamente cosa comune – ha osservato Cotelli a fine serata -. Voglio quindi fare i complimenti a Trieste per l’energia e la fisicità che ha messo in campo. Mi dispiacerebbe tanto se l’anno prossimo non fossero in LBA. Anzi, sarebbe un dispiacere grossissimo. E noi sapevamo che questo è uno dei campi più difficili per andare a vincere. Ecco perché il successo di Brescia è voluto fino in fondo”.

“Durante la partita abbiamo sofferto – ha aggiunto Cotelli -. Anche questi aspetti ci aiutano a migliorare e a diventare ancora più squadra di quanto già non siamo. I giocatori di Trieste hanno segnato tanto, quindi il nostro lavoro in difesa e a rimbalzo per contenerli è stato davvero importante. Dobbiamo essere contenti della prestazione di questa sera. Tanto più che nel primo tempo ho visto una Brescia abbastanza passiva, che ha subito l’energia degli avversari. Nonostante questo, però, siamo riusciti a restare attaccati alla partita”.

Parole di grande rispetto anche da parte dell’altro protagonista della serata. Il coach della Pallacanestro Trieste, Francesco Taccetti, ha scelto di guardare il bicchiere mezzo pieno nonostante la sconfitta, sottolineando il valore della prestazione dei suoi: “Ritengo che questa sera siamo riusciti a dimostrare a noi stessi di essere in grado di competere con le prime della classe. Da qui a fine stagione è proprio quello che vogliamo continuare a fare”. Un messaggio chiaro, che suona come una dichiarazione d’intenti per il finale di stagione.

Taccetti ha poi analizzato nel dettaglio le dinamiche della gara, individuando un fattore determinante nel ribaltamento dell’inerzia nella ripresa: “Siamo stati bravi, anche se la second unit di Brescia è quella che spesso fa la differenza in difesa e permette loro di cambiare le partite. Ma non possiamo pensare che solo per questo il secondo tempo di Trieste sia stato negativo. Magari abbiamo sbagliato qualcosa nelle scelte, ma questo ci servirà per imparare e puntare a fare meglio. Questa partita per noi deve essere solo una fonte di fiducia”.

La sfida di questa sera aveva un sapore particolare anche per ragioni personali. Taccetti, infatti, ha lavorato a Brescia dal 2022 al 2024 nello staff di Alessandro Magro, proprio al fianco di Matteo Cotelli, ritrovandosi così per la prima volta ad affrontare la Germani da avversario. Un incrocio di strade che ha reso il confronto tra i due tecnici ancora più ricco di significati, sullo sfondo di un progetto, quello triestino, che il coach giuliano vuole continuare a far crescere: “Vogliamo lavorare ancora per migliorare il nostro livello di aggressività in attacco. Dobbiamo lavorare ancora, sapendo che abbiamo a disposizione tanto talento e tanti ragazzi bravi ad andare a canestro”.

Vale la pena ricordare che Brescia si è presentata al PalaTrieste con una pedina nuova nel roster: Jayden Nunn, guardia statunitense classe 2003 arrivata in sostituzione dell’infortunato CJ Massinburg. Il giovane americano, ingaggiato dopo la conclusione della sua stagione con gli Austin Spurs in G-League, aveva chiuso la regular season con 13.3 punti di media in 33 partite. Un innesto che Cotelli ha potuto sfruttare in una serata in cui ogni contributo si è rivelato prezioso per portare a casa due punti fondamentali nella corsa alla vetta.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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