Il rotondo 92-79 della sua Olimpia Milano in Gara 2 della serie che vale lo scudetto non basta a Peppe Poeta in vista del ritorno a Venezia.
Olimpia Milano lanciatissima verso lo scudetto, dopo la convincente vittoria contro la Reyer Venezia in Gara 2 della serie finale del campionato. Il rotondo 92-79, tuttavia, sembra non lasciare ancora del tutto tranquillo Peppe Poeta in vista della prossima sfida in programma al PalaTaliercio. “Sarà difficilissimo vincere lì, e ne siamo consapevoli – ha affermato a caldo il coach dei meneghini -. Loro hanno un fattore campo importante e lo hanno dimostrato nel corso di tutti i playoff. Noi stiamo giocando bene, facendo girare bene la palla, ma nel secondo tempo ci siamo fermati. Con una squadra forte come loro non possiamo permettercelo. Dobbiamo pensare nemmeno una partita alla volta, ma un possesso alla volta”.
Dall’altra parte, Neven Spahija non si nasconde e ammette apertamente le difficoltà della sua Reyer. “Vedo i miei molto stanchi, i cinque minuti con cui loro hanno chiuso il primo tempo sono pazzeschi. Eravamo sul 38-33, e ne hanno messi cinque da tre punti. Noi sbagliavamo e loro ne facevano un altro. Ma non vogliamo mollare, torniamo davanti ai nostri tifosi e non vogliamo mollare”, ha dichiarato il coach orogranata. Il tecnico croato ha poi elogiato i rivali senza mezzi termini: “Complimenti di nuovo all’Olimpia Milano. Per la loro vittoria, ma anche per il basket che propongono. Sono profondi, freschi, hanno una qualità gigantesca e un grande livello di performance. C’è una differenza di qualità che si vede”. Una differenza che, secondo Spahija, passa soprattutto dalle rotazioni: “Non ci aiuta il fatto che la Reyer è veramente stanca, dato che nelle rotazioni non abbiamo 12 uomini ma 6/7 che fanno davvero il gioco”.
La stanchezza denunciata dal coach orogranata ha radici profonde in una stagione logorante. I lagunari hanno avuto la meglio sulla Derthona Tortona solo nella decisiva Gara 5 al PalaTaliercio, per poi eliminare la Virtus Bologna campione in carica in una semifinale combattutissima. Proprio contro le ‘Vu Nere, Venezia ha dovuto tirare fuori il meglio di sé: Amedeo Tessitori nella decisiva Gara 4 ha messo a segno 22 punti, contribuendo alla clamorosa rimonta del quarto periodo in cui la Reyer ha segnato 33 punti negli ultimi dieci minuti per ribaltare uno svantaggio di dieci lunghezze.
Sul fronte milanese, la profondità del roster si sta rivelando l’arma più devastante. Già in Gara 1, vinta nettamente 100-80 al Forum, ben 55 dei 100 punti biancorossi erano arrivati dalla panchina, con Diop e Mannion protagonisti assoluti rispettivamente con 18 e 17 punti. Lo stesso Poeta, nel post partita di quella sera, aveva esaltato i due azzurri, definendo Diop “devastante” e lodando la crescita di Mannion: “Una partita estremamente intelligente, sta crescendo anche nella fase difensiva. Sta sfruttando bene gli spazi e se li sta prendendo con leadership e carisma”. Prestazioni che hanno riaperto anche il capitolo legato al loro futuro: fino a qualche settimana fa il loro addio a fine stagione sembrava scontato, ma una finale disputata a questi livelli potrebbe convincere la società a trattenerli.
A guidare l’EA7 verso il possibile terzo trofeo stagionale c’è anche Leandro Bolmaro, Miglior Difensore della regular season, che aveva avvertito alla vigilia della serie: “Venezia è una grande squadra e sarà una serie molto dura. Nelle finali può succedere di tutto, quindi dovremo ragionare una partita alla volta, un possesso alla volta”. Parole che sembrano fare eco a quelle dello stesso Poeta, a conferma di una mentalità di squadra ormai consolidata. L’Olimpia, che ha già conquistato la Supercoppa e la Coppa Italia — quest’ultima battendo in finale la Bertram Tortona per 85-77 — punta ora a completare una stagione storica con il titolo più ambito.