"Per me, che vivo da sempre di pallacanestro, essere allenatore qui a Cantù è un grande motivo d’orgoglio" ha sottolineato.
Il 17 agosto 2026 rappresenta una data destinata a entrare nella storia di Pallacanestro Cantù. Con il raduno dell’Acqua S.Bernardo, infatti, è stato ufficialmente aperto il Pavilion di Cantù Arena, la struttura dedicata agli allenamenti della prima squadra. Agli ordini di coach Frank Vitucci, i biancoblù hanno svolto la prima seduta della preparazione, dando così il via al percorso che accompagnerà il club verso l’avventura nella LBA 2026-27.
Il raduno dell’Acqua S.Bernardo ha rappresentato anche il primo evento ospitato all’interno del complesso di Cantù Arena. Un momento dal forte valore simbolico, che segna una nuova tappa nel percorso di realizzazione di un’opera destinata a diventare un punto di riferimento per l’intero territorio. L’evento si è svolto a porte chiuse, così come tutti i successivi allenamenti della squadra, per ragioni di sicurezza legate al proseguimento delle attività di cantiere nel corpo principale dell’Arena.
All’inaugurazione hanno però presenziato diversi rappresentanti delle istituzioni e dei partner coinvolti nella realizzazione del progetto, a testimonianza della rilevanza di questo importante traguardo.
Sportal.it ha avuto l’opportunità di porre alcune domande in esclusiva al timoniere biancoblù.
Quanta fierezza c’è nell’essere arrivato in una piazza così importante?
“Per me, che vivo da sempre di pallacanestro, essere allenatore qui è un grande motivo d’orgoglio. Nella carriera di un tecnico arrivare in una piazza come questa rappresenta un punto importante e uno stimolo ulteriore per cercare di svolgere il mio lavoro nel migliore dei modi”.
Come vede questa Serie A?
“Secondo me il campionato di quest’anno sarà più difficile rispetto al precedente. L’arrivo di nuovi investitori e nuove realtà ha alzato il livello e anche i budget. Credo che il gruppo delle squadre più competitive si sia allargato e che possa esserci una certa spaccatura in classifica. Noi, però, abbiamo le armi e la consapevolezza necessarie per affrontare questa stagione”.
L’obiettivo è stare nella parte sinistra della classifica?
“Magari (sorride, ndr)!. Diciamo che cercheremo soprattutto di non stare troppo nelle zone basse dell’altra parte della classifica”.