Avellino passa allo scadere, Varese ko

La Sidigas festeggia in extremis con il suo capitano, i biancorossi arrivano corti.

1 Novembre 2016

Continua la marcia positiva della Sidigas Avellino che vince anche a Zagabria contro il Cibona, non senza soffrire e grazie a una tripla sulla sirena di Marques Green.

I lupi sono orfani del loro faro Joe Ragland e quindi chiedono gli straordinari in cabina di regia a Marques Green, che non si tira indietro e tiene in carreggiata i suoi nel primo quarto, chiuso sul 18 pari. Nel secondo quarto è Zagabria a provare il minibreak dopo il giro di boa andando a +5 con Marinelli e Slavina, ma Leunen ricuce lo strappo e si va al riposo lungo sul +2 per i padroni di casa.
Dopo l’intervallo c’è un’altra Sidigas in campo e grazie alle scorribande di Thomas che chiuderà a quota 22 punti volano a +10 (57-47) sul canestro di Obasohan.
Il Cibona non molla, torna a -3, ma Leunen e Fesenko fanno di nuovo +7 prima di chiudere il terzo quarto sul +4.

I padroni di casa non hanno intenzione di mollare, tornano a -1, ma i biancoverdi rispondono ancora e con Randolph siglano il +7 che ha il sapore di fuga definitiva.
Così non è perché Sakic, Jokismovic e Johnson completano rimonta e sorpasso sull’81-79. Fesenko fa 2-2 dalla lunetta, ma Johnson risponde e si arriva al gran finale, dove un capolavoro di Marques Green dà il decisivo vantaggio ai suoi, con gli avversari che non riescono neanche a tirare. Finisce 84-83 per la Scandone che consolida la testa del girone.

Non festeggia invece la OpenJobMetis Varese che viene battuta per 75-70 a Masnago dal Paok che si porta a casa i due punti.

Manca il colpo di reni alla Pallacanestro Varese per riuscire a portare a casa i due punti. E’ un brutto colpo per i ragazzi di Moretti che sono stati avanti anche per ampi tratti del match grazie alle giocata di un notevole Eyenga da 23 punti. E’ l’unico dei suoi a trovare con continuità la via del canestro anche nei momenti difficili, perché la mira dei biancorossi è totalmente scentrata e se si vuole trovare un motivo della sconfitta, ci può essere il 2-19 da tre punti.

Il Paok parte meglio sigillando con la difesa i rifornimenti biancorossi di Maynor e Anosike, ma nei due quarti centrali la truppa di Moretti trova le contromisure e prima si avvicina e poi sorpassa gli avversari presentandosi ai blocchi di partenza del quarto periodo con tre punti di vantaggio.

Sul più bello la macchina s’inceppa, l’attacco batte in testa e il Paok trova le soluzioni nel finale con più lucidità segnando ben 23 punti nel quarto periodo e portando a casa la vittoria quando la tripla del potenziale pareggio negli ultimi secondi di Cavaliero si spegne sul ferro.

Articolo in collaborazione con BASKETISSIMO.COM

 

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