La stagione di Jannik Sinner si è chiusa in anticipo, ma i numeri raccontano comunque un’annata straordinaria
La stagione di Jannik Sinner si è chiusa in anticipo, ma i numeri raccontano comunque un’annata straordinaria. Dopo il trionfo a Wimbledon contro Alexander Zverev, che gli ha regalato il secondo titolo ai Championships, l’altoatesino non è più tornato in campo. I cinque Masters 1000 conquistati consecutivamente da Indian Wells a Roma e il successo sull’erba londinese restano tra i risultati più prestigiosi della sua carriera, ma c’è un altro dato che certifica la sua continuità ai massimi livelli: Sinner è entrato nel ristretto gruppo dei campioni capaci di chiudere almeno tre stagioni consecutive con una percentuale di vittorie superiore al 90% nell’era Open.
Un club esclusivo, nel quale figurano leggende come Bjorn Borg, Jimmy Connors, Ivan Lendl e Roger Federer. Lo spagnolo? No, il riferimento è tutto alla storia del tennis: nessuno, fatta eccezione per Borg, è riuscito a spingersi fino a quattro annate consecutive oltre questa soglia. Sinner, con i risultati ottenuti tra il 2024 e il 2026, si è invece assicurato un posto tra i protagonisti di questa speciale classifica.
I numeri dell’azzurro sono impressionanti. Nel 2024 ha chiuso con 73 vittorie e appena sei sconfitte, pari a una percentuale del 92,4%. Nel 2025 ha ottenuto 58 successi e sei ko, con un rendimento del 90,6%. Nel 2026, nonostante lo stop anticipato, ha raggiunto quota 44 vittorie e tre sconfitte, salendo al 93,6%. Il bilancio complessivo del triennio è di 175 vittorie e 15 sconfitte, con una percentuale di successi del 92,1%. Un risultato che lo colloca accanto a campioni capaci di dominare il circuito per periodi prolungati, mantenendo un livello di rendimento eccezionale stagione dopo stagione.
L’ultimo a riuscirci prima di lui era stato Roger Federer. Lo svizzero aveva chiuso il 2004 con 74 vittorie e sei sconfitte, pari al 92,5%, per poi salire all’95,3% nel 2005, con 81 successi e quattro ko, e al 94,8% nel 2006, grazie a 92 vittorie e cinque sconfitte. Il suo bilancio complessivo nel triennio è di 247 successi e 15 sconfitte, con una percentuale del 94,3%.
Prima ancora era toccato a Ivan Lendl, protagonista tra il 1985 e il 1987. Il cecoslovacco aveva registrato 84 vittorie e sette sconfitte nel 1985, 74 successi e sei ko nel 1986 e altri 74 successi a fronte di sette sconfitte nel 1987. Il suo rendimento complessivo nel triennio è stato del 92,1%, con 232 vittorie e 20 sconfitte.
Anche Jimmy Connors aveva raggiunto questo traguardo negli anni Settanta. Tra il 1974 e il 1976 aveva totalizzato 274 vittorie e 20 sconfitte, con una percentuale complessiva del 93,2%. Un dominio costruito attraverso tre stagioni consecutive di altissimo livello. Il primato assoluto appartiene però a Bjorn Borg, l’unico tennista dell’era Open capace di superare il 90% di vittorie per quattro stagioni consecutive. Lo svedese ci riuscì tra il 1977 e il 1980, con percentuali rispettivamente del 91,8%, 91,9%, 93,3% e 92,1%.
In quattro anni Borg mise insieme 311 vittorie e 26 sconfitte, con un rendimento complessivo del 92,3%. Un’impresa che nessun altro è riuscito a replicare, neppure Federer, Connors e Lendl, fermatisi a tre annate consecutive. Considerando invece i migliori trienni, la classifica cambia. Federer è al primo posto con il 94,3%, seguito da Connors con il 93,2%, Borg con il 92,5%, Sinner con il 92,1% e Lendl con il 92,06%.