Tour de France, il vero pericolo non corre in bici: arriva il protocollo d’emergenza

Articolo di Nicola Lama

Sale la preoccupazione per la violenta ondata di caldo che sta mettendo in difficoltà l'Europa, con la Francia che non fa eccezione.

Il Tour de France 2026 non è ancora partito, ma una minaccia piuttosto pesante incombe già sulla Grande Boucle. Il grande caldo che sta colpendo l’Europa rende non così remota l’ipotesi di un profondo cambio a livello non solo di percorso, ma anche di orari, con un preavviso decisamente breve: d’altra parte, una nuova fiammata dell’ondata di calore che sta mettendo l’Europa in difficoltà è prevista proprio nella prima settimana di gara e rischia di mettere sotto pressione corridori, staff e organizzazione.

Parlando a ‘L’Equipe’, il direttore tecnico del Tour de France, Thierry Gouvenou, non ha nascosto la preoccupazione: “È un tema che ci preoccupa” ha detto, senza nascondersi, al quotidiano francese. Il mese di luglio può trasformarsi in un campo minato meteorologico e l’edizione 2026 rischia di diventare la prima a confrontarsi con il protocollo d’emergenza dell’UCI.

Introdotto nel 2024, il protocollo indica una scala di rischio divisa in cinque colori, basate sull’indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature, l’indice di riferimento per valutare lo stress termico da calore e le conseguenze sul corpo umano). Il bianco indica un rischio molto basso, il giallo un rischio moderato, l’arancione un rischio moderato-alto, il rosso un rischio elevato: quest’ultimo, se certificato, può consentire all’organizzazione di accorciare, neutralizzare o addirittura annullare la tappa.

La soglia critica è fissata a 28°C WBGT (fra i 38° e i 45° C a seconda di umidità, vento e raggi UV): oltre questo limite, la sicurezza dei corridori non è più garantita. L’organizzazione ha già definito, a seconda delle condizioni di rischio, una serie di interventi: dai rifornimenti anticipati fin dal km 0 alle moto extra con acqua e ghiaccio per gli atleti, dalle aree protette dai raggi del sole alla partenza all’allungamento dei tempi massimi per evitare eliminazioni dovute al caldo. Molte di queste misure, tra l’altro, si sono viste nei campionati nazionali francesi.

Il sindacato dei ciclisti professionisti francesi (UNCP) aveva proposto di anticipare la partenza di ogni tappa alle 9 per non arrivare oltre le 14.30, ma Christian Prudhomme, il gran capo del Tour de France, aveva negato questa possibilità spiegando che per il Tour vengono impegnate oltre 28mila persone fra agenti, pompieri e gendarmi, con autorizzazioni fissate a orari precisi. Spostare tutto non è tecnicamente possibile, se non con margini di cambiamento minori.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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