Clamorosa prova di forza dello sloveno nella prima tappa del Giro di Svizzera: è il segnale di uno stato di forma eccezionale.
Tadej Pogacar ha trasformato la prima tappa del Giro di Svizzera in qualcosa di molto più grande di una semplice vittoria. Con un attacco a 71 km dall’arrivo della frazione con partenza e arrivo in territorio italiano, a Sondrio, in un punto in cui nessuno si aspettava movimenti decisivi, lo sloveno ha fatto capire che la sua condizione è già da Tour de France.
La dinamica è semplice: Pogacar accelera, raggiunge e stacca l’ultimo fuggitivo, e da lì in poi corre da solo. Dietro provano a reagire in pochi e soprattutto senza convinzione. Richard Carapaz è l’unico a tentare un inseguimento serio, ma finisce comunque a oltre due minuti. Gli altri, fra i quali Roglic, Bagioli e Vacek, restano a gestire, consapevoli che non c’è molto da fare.
Pogacar ha scelto una corsa interlocutoria per mostrare una superiorità netta. A pochi giorni dal Tour è un segnale chiaro per gli avversari: se Pogacar corre con questa libertà e questa gamba, il Tour 2026 parte con un favorito assoluto. E gli altri, per ora, possono solo prendere atto della distanza.
Il Tour de France 2026 partirà il prossimo 4 luglio da Barcellona, in Spagna, con una cronometro a squadre di 19,6 chilometri. La capitale catalana sarà teatro dell’arrivo anche della seconda tappa, mentre nella terza frazione si sconfinerà per rientrare in Francia, a Les Angles. Pogacar punta alla terza affermazione consecutiva, quinta complessiva (quest’ultimo sarebbe un record condiviso con Miguel Indurain, Bernard Hinault, Eddy Merckx e Jacques Anquetil, visti i sette successi cancellati di Lance Armstrong per doping).