Caduta e apprensione per il fantino Tittia: che cosa è successo al Palio di Siena

Articolo di Marco Enzo Venturini

Giovanni Atzeni, nel giorno della conquista del suo tredicesimo Palio di Siena e quarto cappotto personale, finisce in ospedale mentre il Nicchio fa festa.

Un Palio di Siena storico per la sua bacheca, ma caratterizzato anche da una caduta rovinosa a corsa ormai finita. Giovanni Atzeni detto “Tittia” centra la tredicesima vittoria in carriera, confermandosi l’attuale “Re della Piazza” regalando peraltro a quella stessa Contrada del Nicchio che lo fece debuttare sul Campo un successo atteso dal 1998 e che cambia la seconda “cuffia” in un solo anno. Per il fantino 41enne, che ha eguagliato il leggendario Trecciolino ed è arrivato addirittura al quarto cappotto a Siena, una giornata di assoluta gloria termina però in ospedale.

Nelle concitatissime fasi successive al suo successo, infatti, i contradaioli hanno invaso il Campo e uno di essi ha di fatto falciato involontariamente a una zampa il cavallo Anda e Bola, finito rovinosamente al suolo trascinandosi “Tittia” con sé. Atzeni è stato immediatamente protetto da altre persone nei paraggi, evitando uno scenario che sarebbe stato potenzialmente tragico in una giornata che invece rappresenta per il Nicchio una festa attesa per oltre 28 anni. Il fantino italo-tedesco, come affermato in diretta da La7, ha lasciato la Piazza in barella per poi raggiungere in ambulanza l’ospedale Santa Maria alle Scotte, policlinico universitario della città di Siena. Giunto alla struttura senza aver mai perso conoscenza, dopo i necessari accertamenti sanitari le sue condizioni sono state giudicate buone. In seguito ‘La Nazione’ ne ha confermato il trauma cranico. Nessuna conseguenza, fortunatamente, nemmeno per il cavallo Anda e Bola.

La vittoria odierna assume un significato ancora più straordinario se si considera il contesto storico in cui si inserisce: per la prima volta dal lontanissimo 1794, ben 232 anni fa, due “cuffie” cambiano mano nel corso dello stesso anno. Appena lo scorso luglio, infatti, “Tittia” aveva già regalato un trionfo storico all’Aquila nel Palio di Provenzano, ponendo fine a un digiuno che durava dal 3 luglio 1992, quando il leggendario Aceto — al secolo Andrea Degortes, fermo a 14 vittorie in carriera — si impose su Galleggiante. Con il tredicesimo sigillo odierno, Atzeni si porta ora a una sola lunghezza dal record assoluto del suo conterraneo sardo.

Non priva di complessità la mossa di questa edizione, caratterizzata da un’attesa complessiva superiore all’ora e un quarto. Determinante la posizione estratta ai canapi: il Nicchio aveva pescato il numero 8, mentre la Lupa — grande favorita con il fantino Dino Pes e il cavallo Diodoro, due volte vincente in tre edizioni — era partita dalla prima posizione. L’Aquila era addirittura di rincorsa. Il mossiere si è visto costretto a far uscire per ben quattro volte i cavalli dai canapi, abbassandoli per tre volte nel corso della lunghissima mossa. La partenza definitiva ha colto Giraffa e Nicchio fuori posizione, ma ciò non ha impedito ad Anda e Bola di involarsi verso un successo che Selva, Torre e Istrice non hanno mai potuto seriamente mettere in discussione.

Anche il cavallo Anda e Bola porta con sé una storia recente degna di nota sul tufo senese. Nell’Assunta 2023, uno dei Palii più leggendari degli ultimi decenni, era stato proprio lui a inciampare all’ultimo San Martino trascinando a terra Jonatan Bartoletti detto “Scompiglio” quando sembrava in grado di contendere la vittoria. Da quel momento di sfortuna, il cavallo ha saputo costruire una straordinaria rimonta nella considerazione degli esperti, culminata nel primo successo nel Palio dell’Assunta 2025 per il Montone e ora in questo secondo trionfo con il Nicchio, che lo consacra definitivamente tra i soggetti più competitivi degli ultimi anni sul Campo di Piazza del Campo.

Non è peraltro la prima volta che “Tittia” si trova a vivere un Palio dall’epilogo drammatico. Nell’Assunta 2023 — quella stessa edizione in cui Anda e Bola era caduto — fu proprio Atzeni il primo grande protagonista della caduta, schiantandosi sulle protezioni alla seconda curva di San Martino già al primo giro e trascinando con sé Carlo Sanna detto “Brigante”, che lo seguiva in sella al cavallo dell’Oca. Quella doppia caduta rimescolò completamente le carte, aprendo la strada a uno dei finali più incredibili nella storia del Palio: il cavallo scosso dell’Oca, Zio Frac, resistette a tutti i tentativi di rimonta e tagliò il traguardo per primo, regalando alla contrada di Fontebranda una vittoria entrata nella leggenda. Oggi, a tre anni di distanza, il destino ha riservato ad Atzeni un copione per certi versi speculare: la gloria assoluta prima, la caduta poi, con un finale fortunatamente ben più rassicurante.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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