È morto Varenne, il cavallo della leggenda che emozionò l’Italia: addio a 31 anni

Articolo di Martino Davidi

Addio al cavallo che aveva fatto emozionare l'Italia, vincendo quasi tutte le gare della sua incredibile carriera

Il mondo dell’ippica è in lutto per la morte di Varenne, uno dei più grandi trottatori di tutti i tempi. Il cavallo leggendario, che fece emozionare l’Italia con le sue gare, è scomparso alla veneranda età di 31 anni.

“Con immenso dolore, vi comunichiamo la notizia della scomparsa di Capitano – è il messaggio che è stato diffuso sui social dal profilo ufficiale -. Varenne si è spento durante la notte e il veterinario ha confermato che la causa è stata un improvviso attacco cardiaco. Siamo devastati dalla notizia ricevuta questa mattina e vogliamo ricordarlo insieme a tutti i suoi fan, mentre volava verso le sue vittorie. Oggi, le ali di Varenne lo hanno portato altrove. Corri libero per sempre e rimani per sempre il nostro Capitano. Che la terra ti benedica. Con tanto amore. Raggiungi Enzo lassù”, è la commovente dedica.

Varenne è considerato il più grande trottatore di tutti i tempi: nato a Copparo nel 1995 ha vinto molteplici titoli nella sua carriera, ottenendo oltre 6 milioni di euro di premi in denaro. E’ il cavallo che ha vinto di più nella storia del trotto a livello mondiale: guidato dal fantino Giampaolo Minucci, tra i suoi successi principali ci sono il Gran Prix d’Amerique nel 2001 e nel 2002, il derby italiano di trotto, il Gran Premio Lotteria di Agnano e l’Elitloppet per un totale di 73 corse disputate e 62 vinte. Si è aggiudicato gare in tutto il mondo, da New York a Parigi, da Stoccolma a Napoli.

Ritiratosi nel 2002, Varenne è stato impiegato negli ultimi vent’anni come stallone, e ha generato più di 3.000 figli nel corso degli anni. Dopo aver vissuto per un certo periodo in Piemonte e in Lombardia a Pavia, nel 2025 era stato trasferito a Eboli, in provincia di Salerno.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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