Boxe in lutto, è morto l’ex campione del mondo Rufat Riskiyev

Articolo di Aldo Seghedoni

Nel 1974 aveva conquistato la medaglia d'oro nei pesi medi ai primi Campionati del mondo di boxe.

Il mondo della boxe è in lutto per la scomparsa di Rufat Riskiyev, deceduto all’età di 76 anni per cause che non sono state rese note. Il presidente dell’IBA, Umar Kremlev, ha voluto ricordarlo così: “Rufat Asadovich Riskiyev ci ha lasciati: un pugile leggendario, il cui nome è scritto a lettere d’oro nella storia dello sport sovietico e uzbeko. È stato uno dei migliori pesi medi della sua epoca, incarnando il coraggio e una volontà indomabile”.

“Era un idolo e un esempio per molti. La sua eredità continuerà a vivere nel cuore di milioni di appassionati di boxe e attraverso i suoi allievi. Che il ricordo di questo grande campione possa vivere in eterno”.

Questo il messaggio del segretario generale e CEO dell’IBA, Chris Roberts OBE: “Rufat Riskiyev è stato una figura di spicco di una generazione straordinaria. La conquista dell’oro ai primi Campionati del mondo, nel 1974, gli ha garantito un posto permanente nella storia della boxe. La sua influenza è andata ben oltre gli anni trascorsi sul ring, poiché ha continuato a trasmettere alle generazioni più giovani la sua preziosa esperienza e i suoi valori. Ne piangiamo la scomparsa ed esprimiamo le nostre più sincere condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici”.

Nel 1974 Riskiyev conquistò la medaglia d’oro nei pesi medi ai primi Campionati del mondo di boxe e la finale olimpica dei -75 kg a Montréal 1976 lo rese ancora più famoso.

Il campione rappresentava l’URSS e dovette sfidare Michael Spinks del team USA. La vittoria di Riskiyev sembrava scontata: arrivava alla sfida da campione del mondo in carica, affrontava uno Spinks diciannovenne alla sua prima Olimpiade e aveva già battuto lo statunitense in un incontro disputato a Tashkent all’inizio del 1976. La finale però ebbe un epilogo sorprendente: Spinks vinse per intervento dell’arbitro al terzo round conquistando l’oro.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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