Davyd Andryiesh, il sogno paralimpico continua con Alex Zanardi nel cuore

Articolo di Andrea Gussoni

"Mi piacerebbe raccontare le Paralimpiadi e continuare a far conoscere questo mondo. Intanto spero di vincere ancora e di togliermi altre soddisfazioni".

Davyd Andryiesh è uno dei protagonisti dell’handbike italiana. Nato in Ucraina e cresciuto a Villasanta, convive dalla nascita con una tetraparesi spastica, Negli anni ha conquistato numerosi risultati, fino ad affermarsi ai vertici della sua categoria. “Io corro nella categoria H2, la stessa di Luca Mazzone, portabandiera dell’Italia alle Paralimpiadi di Parigi 2024. Recentemente ho vinto il titolo regionale proprio a Monza e la prossima settimana sarò impegnato nel Campionato Italiano di Zoppola”, racconta Andryiesh a Sportal.it.

Il suo legame con l’Autodromo Nazionale di Monza è speciale. Proprio sul circuito brianzolo si allena con regolarità e qui ha conquistato uno dei successi di cui va più fiero. “Ho esordito nel 2016 a Cesano Maderno, ma Monza è qualcosa di unico. L’Autodromo è il Tempio della Velocità e poter dire di aver vinto lì è un’emozione indescrivibile. Grazie all’accordo tra la Federazione e l’Autodromo, durante l’estate il circuito rimane aperto agli allenamenti degli atleti paralimpici. È un’intesa fondamentale per il territorio, perché allenarsi su strada non è semplice. Noi viaggiamo anche a velocità elevate, a circa 50 centimetri da terra, e i rischi sono tanti. È emblematico il caso del ciclista morto recentemente a Macherio: avere uno spazio sicuro come Monza è indispensabile”.

Tra le figure che hanno maggiormente influenzato il suo percorso c’è Alex Zanardi, da poco scomparso: “E’ stato il principale testimonial del movimento paralimpico in Italia e nel mondo. Grazie a lui tantissime persone hanno iniziato a fare sport, dimostrando che l’attività sportiva può abbattere l’emarginazione. C’è ancora molto da fare: solo una piccola percentuale delle persone con disabilità pratica sport, ma lui ha trasmesso un messaggio straordinario.”

Il sogno delle Paralimpiadi resta vivo, anche se oggi Davyd guarda al futuro con realismo. “Spero ancora di riuscire a coronare il sogno paralimpico, anche se penso che potrebbe essere più da commentatore che da atleta. Mi sto dedicando anche agli aspetti professionali della mia vita e devo fare i conti con qualche acciacco dovuto allo sport, come una borsite bilaterale. Mi piacerebbe raccontare le Paralimpiadi e continuare a far conoscere questo mondo. Intanto spero di vincere ancora e di togliermi altre soddisfazioni”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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