Mentre i numerosi golfisti si sfidavano sul percorso brianzolo, i vini delle Cantine Vitea si ritagliavano un ruolo da protagonisti fuori dal campo.
Al Golf Club Monticello, in occasione della Swing Experience 2026, non sono stati soltanto i colpi sul green a lasciare il segno. A conquistare gli applausi, e soprattutto i palati, ci ha pensato anche Antonio Faravelli con il suo progetto Golf and Wine 1895, un’iniziativa che ha dimostrato come una buona giornata di golf possa diventare ancora più piacevole quando ad accompagnarla c’è un ottimo calice di vino.
Mentre i numerosi golfisti si sfidavano sul percorso brianzolo, i vini delle Cantine Vitea si ritagliavano un ruolo da protagonisti fuori dal campo. Le degustazioni hanno riscosso un successo notevole, tanto che diversi partecipanti, dopo aver assaggiato, hanno deciso di passare direttamente all’acquisto. Insomma, se sul green non tutti hanno centrato la buca al primo colpo, Faravelli con le sue bottiglie ha fatto praticamente hole in one.
Tra i vini più apprezzati il Metodo Classico Pinot Nero Pas Dosé, il Bonarda Gallesio e i Pinot Rosé frizzanti, espressioni di una tradizione enologica capace, già in passato, di conquistare persino un palato illustre come quello del grande compositore Giacomo Puccini. E se questi vini erano riusciti ad affascinare il maestro, non sorprende che abbiano fatto breccia anche tra gli appassionati di golf.
Presente come Official Partner della Swing Experience, Faravelli ha portato a Monticello non soltanto una selezione delle migliori etichette di Cantine Vitea, ma anche un pezzo autentico dell’Oltrepò Pavese, terra di vigneti, colline e grandi tradizioni.
Per il viticoltore-golfista di Montù Beccaria, l’appuntamento ha rappresentato l’occasione ideale per unire due grandi passioni. Da una parte il golf, con le sue sfide, la concentrazione e qualche inevitabile pallina finita dove non avrebbe dovuto. Dall’altra il vino, frutto di un lavoro paziente che Cantine Vitea porta avanti valorizzando le uve e l’identità del territorio pavese.
Le bottiglie selezionate da Faravelli hanno così accompagnato giocatori e ospiti, trasformando il momento della degustazione in un’occasione di convivialità, racconti e nuovi incontri. Perché, in fondo, golf e vino hanno parecchio in comune: richiedono pazienza, sensibilità, rispetto per la natura e una buona dose di esperienza.
Con una differenza non trascurabile: nel golf un colpo sbagliato può rovinarti la giornata, mentre con un buon Pinot Nero nel bicchiere è molto più facile ritrovare il sorriso.
E a Monticello, almeno sul fronte del vino, Faravelli ha decisamente giocato sotto par.