La sua vicenda ha fatto il giro del mondo, la cura è molto costosa: altro denaro sarebbe molto utile per farlo stare meglio e, non dimentichiamolo, per la ricerca.
Max Parisi non molla di un millimetro, combatte come un leone e stanno arrivando i primi benefici dalla costosissima cura alla quale si sta sottoponendo negli Stati Uniti per fronteggiare il tumore al pancreas che l’ha colpito due anni fa: chi ha avuto modo di guardare il servizio che gli ha dedicato la trasmissione Le Iene ha visto un uomo coraggioso quanto sensibile e che, ed è molto importante, sta meglio rispetto a un mese fa. Chi ha avuto il piacere di conoscerlo personalmente, e chi scrive è uno di questi, sa anche che il buon Max è tanto appassionato quanto competente riguardo al calcio. Ora sta cercando di andare a vincere fuori casa, non sarà un’impresa facile, il primo a esserne consapevole è lui, ma ce la sta mettendo tutta e noi possiamo aiutarlo, con una donazione.
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“Prima di tutto, vogliamo dirvi ancora una volta grazie di cuore. Grazie alla vostra incredibile generosità abbiamo superato l’obiettivo iniziale e, soprattutto, abbiamo potuto dare a Max la possibilità di iniziare questa nuova cura – ha spiegato la moglie Louise -. Il suo percorso però continua. Siamo di nuovo in Arizona per i controlli, dovremo tornare ancora nelle prossime settimane e potremmo dover acquistare un’ulteriore fornitura di Rasonque. Per questo abbiamo deciso di aggiornare l’obiettivo della raccolta per riflettere meglio le spese che abbiamo ancora davanti, tenendo naturalmente conto di eventuali rimborsi che dovessimo ricevere. Sappiamo che ci avete già dato tantissimo e ve ne siamo profondamente grati. Ogni donazione, condivisione, messaggio e gesto di affetto ci sta aiutando a continuare a dare a Max questa possibilità”.
Gli Stati Uniti rappresentano, peraltro, un luogo particolarmente significativo nella vita di Parisi. Nato a Siena nel 1968 e trasferitosi a Cuneo quando aveva appena due anni, nel corso del tempo ha sviluppato un forte legame con la California: ha sposato la donna originaria di San Francisco e dalla loro unione sono nate le figlie Sophia e Vivienne.
La sua storia professionale, invece, è legata indissolubilmente alla radio. Una vocazione manifestatasi addirittura sui banchi delle elementari, quando un’insegnante, impressionata dalla sua capacità di leggere ad alta voce, volle farlo ascoltare al dirigente scolastico perché quel bambino sembrava avere già il tono di un professionista dell’informazione.
Il microfono è diventato realmente il suo mestiere nel 1989, quando Parisi ha iniziato a raccontare pallavolo e calcio a Cuneo. Dalle emittenti della provincia Granda il suo percorso è proseguito prima a Torino e successivamente a Milano, dove sono arrivate le collaborazioni con diverse radio nazionali e importanti realtà dell’informazione.
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Lo sport ha occupato uno spazio significativo della sua carriera: per oltre cinque anni è stato la voce ufficiale di Milan Channel, esperienza alla quale ha affiancato il lavoro giornalistico nelle redazioni radiofoniche.