Kukushkin, si ritira l’unico tennista col bilancio positivo contro Sinner

Articolo di Andrea Gussoni

"Sono contento di essere ancora in vantaggio 1-0 negli scontri diretti! È una bella statistica per me"

C’è un tennista che può vantarsi di aver chiuso la carriera con un bilancio positivo negli scontri diretti contro Jannik Sinner. Non è Novak Djokovic, né Carlos Alcaraz, ma Mikhail Kukushkin, 38 anni, kazako d’adozione, che ha salutato il tennis professionistico ad Almaty, perdendo la sua ultima partita contro Stefanos Tsitsipas. Il suo piccolo record personale, però, resterà intatto: contro l’altoatesino conduce per 1-0.

Per ritrovare l’unico precedente bisogna tornare al 16 settembre 2019, quando i due si affrontarono al primo turno dell’Atp 250 di San Pietroburgo. Sinner aveva appena compiuto 18 anni ed era entrato nel tabellone grazie a una wild card. Di fronte si trovò un avversario decisamente più esperto, capace di imporsi per 6-3 7-6(4) in un’ora e 39 minuti, sul cemento indoor.

Eppure, già in quella partita il giovane Jannik aveva mostrato le proprie qualità, procurandosi tre palle break nel primo game e altre quattro nel settimo. L’azzurro ebbe anche la possibilità di allungare la sfida al terzo set, ma Kukushkin riuscì a sfruttare la propria esperienza e a conquistare la vittoria. Difficile immaginare, allora, che quel successo sarebbe diventato una curiosa statistica da ricordare al momento del ritiro.

Intervistato dopo aver concluso la propria carriera, Kukushkin ha ricordato con piacere quella sfida, riconoscendo di aver intravisto fin da subito qualcosa di speciale nel futuro numero uno del mondo: “Ricordo quella partita. Sinner era giovanissimo, ma giocava già benissimo. Si vedeva che aveva qualcosa di speciale. Mi aveva colpito soprattutto il suo atteggiamento: era molto aggressivo, concentrato, sicuro di sé”, ha raccontato il kazako.

Secondo Kukushkin, proprio la fiducia nelle proprie capacità ha rappresentato uno degli elementi decisivi nella crescita dell’azzurro. “Credo che proprio questa fiducia nel suo tennis sia stata fondamentale per la sua crescita. Fin da giovanissimo credeva moltissimo nel proprio gioco e ha continuato a fidarsi delle sue caratteristiche”. Il suo percorso fino ai vertici del tennis mondiale non era facile da prevedere, ma alcuni segnali erano già evidenti: “Non era facile immaginare che sarebbe diventato il numero uno del mondo e avrebbe vinto così tanti Slam, ma già allora aveva qualità diverse dagli altri. Colpiva con un’aggressività impressionante, realizzava tantissimi vincenti”.

Poi la battuta sul bilancio degli scontri diretti, destinato a rimanere una piccola soddisfazione personale: “Sono contento di essere ancora in vantaggio 1-0 negli scontri diretti! È una bella statistica per me. Naturalmente so che allora era molto giovane, ed è anche per questo che sono riuscito a batterlo”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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