Jim Courier, vincitore di due Australian Open proprio come Jannik Sinner, ha parlato dell'altoatesino, esaltandolo ma mettendolo anche in guardia
Jim Courier, vincitore di due Australian Open proprio come Jannik Sinner, ha parlato dell’altoatesino, esaltandolo ma mettendolo anche in guardia: “Ha tutto quello che gli serve a livello di gioco e soprattutto sa di poter vincere su tutte le superfici, ed è la cosa più importante. Molti campioni del passato avevano quel tarlo, Sampras o McEnroe con il Roland Garros, o Lendl a Wimbledon. Lui sa di poter vincere ovunque e questo gli dà sicurezza. Detto questo, sarà dura: devi restare in salute e devi riuscire a superare Carlos Alcaraz, la sua sfida più grande. Ma non c’è dubbio che ne sia più che capace, così come lo è Alcaraz”.
“Ha già fatto un cambiamento enorme nella percentuale di prime verso la fine della scorsa stagione, dopo lo US Open – ha aggiunto l’ex tennista, ora commentatore, sulla versione online della Gazzetta dello Sport -: lì c’era margine e sembra che lo abbia già colmato. Quindi direi il gioco a rete: forse è l’area in cui c’è ancora spazio di crescita. Non sono sicuro di quanto possa diventare più forte, perché servizio e risposta l’anno scorso erano già da numero uno nel tour, e da fondo è solidissimo e pericoloso. Ha aggiunto anche più smorzate, ed è stata una bella novità. Il gioco a rete può crescere ancora: lo abbiamo visto anche con Djokovic, migliorato parecchio in quel fondamentale quando era intorno ai 30 anni. In ogni caso, Jannik è davvero vicino alla perfezione”.
A tenere banco è anche il duello per il numero 1 del mondo: “Il computer è senza emozioni. Queste discussioni su chi sia davvero il numero uno lasciano il tempo che trovano. È semplice: come hai giocato nei momenti più importanti? Hai vinto più Slam degli altri? Il fatto che Jannik fosse ancora in corsa per il numero uno pur avendo saltato tre mesi per sospensione l’anno scorso è stato sconvolgente, per quanto è stato forte. La mia sensazione è che Sinner abbia avuto un 2025 incredibile, ma il computer non mente: chi chiude l’anno da numero uno è perché lo merita”.
Chiosa sul rapporto tra i primi due giocatori del mondo: “Le amicizie o sono vere o non lo sono: credo siano amici e rivali allo stesso tempo, e sono in buoni rapporti anche con molti altri nello spogliatoio. Il tennis è un circo itinerante: si viaggia insieme continuamente, su un aereo privato o su un volo di linea”.
“Capisco che a volte la gente voglia un po’ di acredine tra rivali, ma Evert-Navratilova sono l’esempio perfetto di rivalità enorme senza animosità, così come Federer-Nadal. Puoi avere rispetto e anche amicizia, e allo stesso tempo entrare in campo e cercare di spaccargli la testa quando ci giochi contro”.