Jannik Sinner sotto attacco, i disfattisti infieriscono

Articolo di Aldo Seghedoni

Molti catastrofisti hanno commentato sui social la sentenza di Vincenzo Santopadre sul fuoriclasse altoatesino.

È passata quasi una settimana dalla dolorosissima sconfitta di Jannik Sinner contro Francisco Cerúndolo al Roland Garros e il dibattito sul ‘cortocircuito’ dell’altoatesino continua a tenere banco. Il fuoriclasse di San Candido ha accusato enormi problemi fisici nel terzo set e ha poi perso la sfida dopo i primi due parziali vinti con facilità.

Ai microfoni di Radio1 Sport il coach Vincenzo Santopadre ha espresso la sua teoria: “Jannik Sinner si è solo inceppato momentaneamente ma noi a Parigi abbiamo la riprova di come il nostro tennis sia vivo come non mai. È l’essenza del tennis. È un po’ come la partita di Arnaldi contro Tiafoe: a un certo punto era persa, invece…”.

La sentenza del coach non ha però convinto tutti e sui social molti disfattisti hanno criticato le sue parole: “Ma quale inceppamento, è evidente che ci sia un problema ben più profondo” ha sentenziato Giacomo su X, al quale ha fatto eco Umberto: “Non capisco chi prova a minimizzare i problemi di Sinner, bisognerebbe andare a fondo perché non è la prima volta”.

Attraverso la sua rubrica sul Corriere della Sera Massimo Gramellini ha espresso alcune considerazioni riguardo Sinner: “Come gli eroi dell’epica e della tragedia, Jannik Sinner è un paradosso vivente: in lui convivono potenza e precarietà. Se fosse un bolide di F1, diremmo che ha ricevuto in dotazione un motore di cilindrata sproporzionata rispetto al telaio”.

“Consuma più degli altri ed è forse per questo che ogni tanto rimane di colpo senza benzina. Ma chi è un eroe? Una creatura senza punti deboli? No, quello è un dio. L’eroe è per sua natura imperfetto. Ha una ferita dentro di sé che non si cicatrizza mai e può sanguinare all’improvviso” ha scritto Gramellini.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

TG SPORT

Articoli correlati